E scatta la chiusura anche per due chiese

L’arcivescovo ferma le celebrazioni nelle parrocchie di San Zefferino e Sant’Egidio di Lanciano
ORTONA. L’arcivescovo Emidio Cipollone ha firmato ieri sera tre decreti per chiudere, in via precauzionale, la chiesa della parrocchia di San Zefferino a Villa Caldari, la chiesa di Sant’Egidio a Lanciano e indica le precauzioni che tutte le chiese dell’arcidiocesi di Lanciano-Ortona devono adottare per tentare di frenare il propagarsi del coronavirus.
Il primo decreto riguarda Caldari e la parrocchia di San Zefferino dopo il caso del barista 58enne morto due giorni fa che è risultato positivo, al primo tampone, al Covid 19. «Vista la situazione di emergenza legata al diffondersi del coronavirus», precisa monsignor Cipollone, «si è ritenuto giusto, in via precauzionale, chiudere le chiese all’interno del territorio della parrocchia San Zefferino a Villa Caldari di Ortona fino al 22 marzo, salvo eventuale proroga. Alla comunità parrocchiale di San Zefferino va la mia vicinanza e la mia particolare benedizione e preghiera in questo momento di particolare sofferenza».
Stesso decreto il vescovo l’ha firmato per la chiesa di Sant’Egidio, nell’omonima contrada lancianese, a causa della frequentazione di un 32enne lancianese affetto da Covid 19 e ricoverato nel reparto di malattie infettive a Chieti.
Poi è stato emanato anche un decreto generale riguardante misure prudenziali da tenere in tutte le parrocchie della diocesi: «Considerando che il nostro territorio è segnato dal contante propagarsi del coronavirus», si legge sul decreto, «tenuto essenziale salvaguardare e tutelare la salute delle persone più fragili, degli anziani e dei bambini, per tutto il territorio della arcidiocesi: sono sospese fino al 15 marzo 2020 le attività pastorali per ragazzi, giovani adulti, le manifestazioni che comportano affollamento e in cui non si può assicurare la distanza di sicurezza di almeno un metro; è sospesa la consegna dell’eucarestia al domicilio ad eccezione del viatico; le acquasantiere devono essere svuotate; è omesso il segno della pace; la santa comunione è consegnata sulla mano». E ancora: evitare le condoglianze, mettere a disposizione dei fedeli igienizzanti per le mani, evitare processioni e pellegrinaggi. «Si invita il popolo di Dio a vivere questo singolare tempo di Quaresima rimanendo saldo nella fede e solidale con le comunità maggiormente colpite dal contagio», chiude Cipollone. (t.d.r.)

