E scoppia la lite anche sull’ex scuola

21 Febbraio 2022

Il caso in consiglio dopo l’estromissione dell’associazione di Santa Maria dei Mesi

LANCIANO. Finisce in consiglio comunale il caso dell’ex scuola di Santa Maria dei Mesi tolta all’associazione della contrada e murata dopo l’occupazione abusiva da parte di una famiglia rom. L’opposizione consiliare ha presentato un’interrogazione all’assessore al patrimonio, Graziella Di Campli, per chiedere conto della rescissione del contratto di comodato d’uso precario e temporaneo stipulato con l’associazione “Le Tre Contrade” 12 anni fa. «Un’associazione che svolge attività a sfondo culturale, sociale e ricreativo dal lontano 1986 ed è un riferimento per i residenti e le famiglie della zona», ha sottolineato la consigliera Dora Bendotti (Lanciano in Comune) illustrando il documento, «la stessa associazione è stata sempre punto di riferimento per l’amministrazione comunale per le attività della zona, per facilitare l’incontro con i cittadini e la risoluzione di casi complessi, non da ultimo quello dello scorso agosto con l’occupazione abusiva dello stabile. È così che l’attuale amministrazione comunale a guida del sindaco Filippo Paolini intende valorizzare luoghi e spazi per gli abitanti delle contrade di Lanciano?».
«Quanto accaduto la scorsa estate, con l’ex scuola occupata abusivamente per un mese, ha turbato profondamente i cittadini di Santa Maria dei Mesi», ha risposto in aula consiliare l'assessore Di Campli, «il comodatario è tenuto ad avere cura del bene che gli viene affidato dall’ente come un buon padre di famiglia. La custodia, invece, non è stata garantita e non c’è stata neanche denuncia da parte dell’associazione o del referente. L’amministrazione si è occupata dell’interesse della collettività, ovvero di tutelare la sicurezza, la salute dei cittadini di Santa Maria dei Mesi e delle contrade attigue e il patrimonio dell’ente. Anche perché, una volta che l’occupazione è stata risolta, l’immobile risultava temporaneamente abbandonato. È stato, quindi, necessario intervenire con la muratura dello stabile per evitare che si reiterasse un’occupazione illecita».
«Mi fa piacere che murando un immobile lei pensa di poter risolvere il problema dell’occupazione abusiva in città», ha replicato il consigliere Bendotti, «tanti cittadini si sono anche lamentati del fatto che l’unico spazio e punto di aggregazione, presente in quelle contrade, è stato murato fisicamente e simbolicamente». (s.so.)
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