E sul referendum Zulli scrive a Di Primio: «Si scontri con chi rappresenta la destra»

13 Dicembre 2016

CHIETI. Da Giustino Zulli (nella foto) riceviamo e pubblichiamo: «Così come, almeno a mio parere, sbagliano Renzi e i renziani dentro e fuori il Pd, a ritenere che il 40,89% degli elettori che hanno...

CHIETI. Da Giustino Zulli (nella foto) riceviamo e pubblichiamo:

«Così come, almeno a mio parere, sbagliano Renzi e i renziani dentro e fuori il Pd, a ritenere che il 40,89% degli elettori che hanno votato Sì al referendum del 4 dicembre sia di proprietà del Grande Timoniere di Rignano sull’Arno, anche chi ritiene di potersi indebitamente appropriare del 59,11% di chi ha scelto il No, sbaglia profondamente. I voti sono stati trasversali e, come hanno sostenuto molti studiosi dei flussi elettorali dal 20 al 40% dei votanti, a nulla sono servite le indicazioni di voto dei partiti o movimenti. Quindi mi permetto di dare, anche se non richiesti, alcuni suggerimenti al sindaco Umberto Di Primio, ricordandogli che al raggiungimento del 67,58% dei No di Chieti, hanno dato un rilevante contributo iscritti all’Anpi, Cgil, Arci, Sel-Sinistra Italiana, dello stesso Pd che mai si sognerebbero di votare, alle prossime elezioni politiche, una persona che ribadisce in ogni occasione di essere “di destra”, che rappresenta “la destra del centrodestra” e di “essere pronto a lasciare Alfano se il Ncd non dichiarerà di essere alternativo al centrosinistra”. Suggerirei a Di Primio di rimettere nel cassetto i pur legittimi sogni di andare a Montecitorio. Piuttosto (anche tenendo conto delle fibrillazioni che si apriranno in seguito alle vicende fatte emergere, anche coraggiosamente, dall’assessore all’urbanistica e al traffico Mario Colantonio, trattato male dal sindaco stando almeno a quanto pubblicato dal Centro), Di Primio apra lo scontro con chi oggi rappresenta la destra in consiglio regionale e al Senato e si contenda l’elettorato di destra che, a Chieti e provincia, ha ancora una sua rilevanza per puntare non a Montecitorio ma al consiglio regionale o al Senato, in sostituzione dei Febbo e Di Stefano suoi ex camerati di partito». Giustino Zulli