E’ una festa senza studenti e Cuccurullo

Anche Legnini al convegno sui 50 anni dell’Università, ma il personale non rinuncia a contestare
CHIETI. I 50 anni dalla nascita dell’università “d’Annunzio” sono occasione per l’ateneo teatino-pescarese di riflettere sulla propria storia ma soprattutto sul presente e sulle prospettive future, insieme agli altri rettori del sistema universitario regionale, Luciano D’Amico e Paola Inverardi. Al convegno di ieri erano presenti anche il presidente della Crui (Conferenza dei rettori delle università italiane) Stefano Paleari, Massimo Castagnaro, membro del direttivo Avur (l’organismo di valutazione del sistema universitario), il direttore generale per l’internazionalizzazione della ricerca, Mario Alì, il vice presidente del Csm, Giovanni Legnini, il sottosegretario alla presidenza della Regione, Camillo D’Alessandro, e il sindaco, Umberto Di Primio. Non è venuto, invece, il capodipartimento per l’università del Miur, Marco Mancini. Altra assenze pesanti, visto che si stava ripercorrendo la storia dell’istituzione universitaria, quelle del precedente rettore, Franco Cuccurullo e soprattutto degli studenti. Il rettore Carmine Di Ilio, ha ripercorso i 50 anni dell’ateneo partendo da quel 1965 quando, con decreto presidenziale, veniva istituita la “libera Università Abruzzese degli studi “G. D’Annunzio” costituita dalle Facoltà di Lettere e Filosofia e di Economia e Commercio, con annesso corso di laurea in “Lingue e letterature straniere”. Citiamo da un opuscolo redatto appositamente per il cinquantenario e regalato agli ospiti del convegno. Gli inizi ebbero una «storia travagliata», ha ricordato Di Ilio, poi ci fu la crescita, fino all’attestazione di ateneo più grande d’Abruzzo. Il futuro, ora, sta nella collaborazione con le altre università. Anche questo appuntamento, come tutte le celebrazioni da oltre un anno a questa parte, hanno visto la contestazione del personale. I sindacati hanno inviato un messaggio al rettore e a tutti gli ospiti del convegno accusando la direzione universitaria di “ignoranza, arroganza e disinteresse” e facendo riferimento agli scontri sulla composizione della rsu, sull’applicazione del contratto nazionale e della contrattazione decentrata e sul problema sicurezza, soprattutto dopo il crollo nella sede di viale Pindaro. La protesta è firmata solo da Csa-Cisal, Cisl e Uil. Manca la Cgil. (a.i.)

