E una mamma denuncia: tampone negato

26 Ottobre 2020

«La pediatra ha prescritto il test a mio figlio, ma dopo due ore di fila siamo stati rimandati a casa»

CHIETI. Il figlio ha tosse e raffreddore, si rivolge alla pediatra che le dice che deve fare il tampone per vedere se si tratta di Covid-19 e così scopre che all’ospedale teatino non è più possibile fare il tampone e che deve andare a Ortona. Qui, però, trova ad attenderla una lunga fila al termine della quale non riesce comunque a fare il tampone per un “disguido” di cui non sanno spiegarle la causa. È successo a Piera Iuliani, una mamma teatina che ha perso mezza giornata di lavoro per cercare, invano, di far fare il tampone al figlio. Un «devastante quanto inutile tentativo», dice la donna raccontando la sua disavventura. «Comincio dall'inizio: ho chiamato la pediatra di mio figlio, 13 anni, perché molto raffreddato e con tosse, anche se senza febbre. Per sicurezza ho chiamato il numero verde, che mi ha confermato che Ortona è il punto più vicino dove eseguono il prelievo e mi ha detto che l’orario di apertura è dal lunedì al sabato dalle 8 alle 16, in barba a tutti quelli che lavorano. Allora sono tornata di corsa a casa dopo il lavoro, ho cucinato, abbiamo pranzato e ci siamo diretti verso l'ospedale di Ortona, a 33 chilometri da casa, impiegando circa mezz'ora. Arrivati lì abbiamo trovato una fila infinita e ci siamo rassegnati a trascorrere così il pomeriggio. Il calvario è durato esattamente 105 minuti e, quando finalmente siamo arrivati a fornire il tesserino sanitario all'operatore, questi ci ha informati che la richiesta a loro non risultava e che quindi non poteva eseguire il prelievo. Ha aggiunto che oggi era successa la stessa cosa a diverse persone provenienti da Chieti, probabilmente perché qualcuno aveva tralasciato di girare la richiesta al drive in di Ortona, sempre che non sia stata una dimenticanza della pediatra stessa. Sono arrabbiata ed incredula di fronte a tanta disorganizzazione e tanto disagio arrecato ai cittadini e a questo punto comincio a capire coloro che mentono giustificando l'assenza dei figli con una scusa, piuttosto che dover subire l'inefficienza del sistema sanitario locale», conclude la donna. E come lei sono in tanti a lamentare disagi essendo costretti ad andare da Chieti a Ortona, contribuendo a intasare la fila dei tanti utenti che hanno bisogno di fare il tampone. Intanto il vertice Asl sta valutando la possibilità di aprire un drive in per i tamponi Covid anche a Chieti, sollecitata in tal senso anche dalla nuova amministrazione comunale.