E Zinni accusa: è interruzione di pubblico servizio

5 Aprile 2015

ATESSA. No alla chiusura del blocco operatorio (chirurgia e ortopedia) del San Camillo di Atessa: lo chiede Sergio Zinni, segretario generale della Cgil-Funzione pubblica. «Riteniamo urgente l’apert...

ATESSA. No alla chiusura del blocco operatorio (chirurgia e ortopedia) del San Camillo di Atessa: lo chiede Sergio Zinni, segretario generale della Cgil-Funzione pubblica.

«Riteniamo urgente l’apertura di un tavolo di confronto con chi rappresenta gli interessi dei lavoratori e dei cittadini» dice il segretario che aggiunge: «Ribadiamo il nostro disappunto e la nostra contrarietà al provvedimento del 30 marzo scorso del direttore generale che ha deciso tale chiusura. Ancora una volta si agisce in spregio alle esigenze del territorio e dei cittadini». Per Zinni, a chi ha preso la decisione: «Niente importa delle prenotazioni già prese e dei cittadini in attesa, del sovraccarico che dovrà gestire la chirurgia dell’ospedale di Lanciano e dei tempi di attesa che si allungheranno e men che meno dei disagi ai pazienti residenti nel territorio». Il segretario generale sostiene che a “chi di dovere” spetta a questo punto accertare se si tratta di «interruzione di pubblico servizio. Il personale medico e del comparto è trattato come una merce che può essere sballottata da una parte all’altra a piacimento. Che cosa importa a “lor signori” dei drammi che le loro decisioni provocano alle persone? Nulla naturalmente, la razza padrona non si pone certi problemi».

Per il sindacato c’è bisogno di una vera programmazione strategica per assicurare un servizio sanitario efficiente nel territorio, e non di un continuo zigzagare con azioni estemporanee. «Torniamo a proporre la costituzione dell’Osservatorio epidemiologico aziendale, mezzo indispensabile per capire le reali esigenze territoriali» conclude Zinni. (m.d.n.)

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