Ecco che cosa hanno voluto cancellare

Dalle carte che potevano collegare le ecoballe a Napoli ai farmaci, ai sacchi marcati Solvay fino ai rifiuti ospedalieri
CHIETI. La cronaca di un crimine annunciato comincia il 19 giugno quando il Centro pubblica il primo servizio sulla megadiscarica dimenticata con le foto della montagna di ecoballe e dei fusti contenenti pile esaurite. E’ un residente di Colle Sant’Antonio a segnalare al giornale la nostra Terra dei Fuochi. Gianni Aceto, mosso da un forte senso civico, denuncia la presenza di quei rifiuti dimenticati dopo un vecchio processo del 2009 iniziato con un sequestro del sito inquinato da parte del reparto volo della Finanza di Pescara e terminato con una sentenza di condanna di primo grado di un imprenditore di Sulmona a 8 mesi e 15mila euro di ammenda. Il primo servizio giornalistico spinge il pm Giuseppe Falasca ad aprire un fascicolo ipotizzando la violazione di una legge speciale in materia di rifiuti pericolosi. Sul posto la Forestale compie un primo sopralluogo. Ma due domeniche fa, accompagnati da Aceto, torniamo tra quelle ecoballe per filmare e fotografare tutto ciò che c’è. Anzi c’era. Che cosa volevano far sparire i piromani che incendiato la discarica? In questa pagina pubblichiamo documenti e rifiuti che ora sono ridotti in cenere. L’unica prova che resta sono queste immagini. Come una delibera datata 2007, quindi con l’impianto in funzione, della giunta della Campania che autorizzava la discarica di Pantano di Acerra ad accogliere rifiuti speciali e pericolosi. Oppure le fatture, contenute in un altro fascicolo, per rifiuti provenienti dal Nord Est d’Italia. Sotto una tettoia sgangherata, e segnalata da un cartello con la scritta “rifiuti speciali” c’erano delle bombole verdi che l’altra notte sono esplose e rifiuti ospedalieri. In cenere sono finiti anche i sacchi di juta marcati Solvay. Non sapremo mai più che cosa contenessero. Impressionante erano infine i fusti con migliaia di batterie tipo stilo esaurite, arrugginite e ricoperte da una strato di acido. Questo servizio giornalistico è uscito martedì 23 giugno. C’era tutto il tempo per anticipare i piromani.(l.c.)

