Ecco cosa ha bloccato Megalò 2

25 Marzo 2017

L’ufficio urbanistico del Comune ha informato D’Alfonso che l’autorizzazione del Prusst era scaduta

CHIETI. Il Prusst era scaduto. Il Programma di riqualificazione urbana per lo sviluppo sostenibile del territorio (Prusst) nell’ambito del quale era stato autorizzato il Megalo 2, aveva terminato la propria efficacia a fine 2016 e, dunque, il nuovo intervento commerciale avrebbe potuto essere realizzato solo entro lo scorso anno. Il Comune di Chieti lo ha comunicato ieri al Comitato per la Valutazione di impatto ambientale che, all’esito della notizia, non ha potuto far altro che rilasciare parere negativo all’iniziativa presentata dal progettista Domenico Merlino e dalla titolare della Sile Costruzioni Monica Locatelli.

L’atto che ha di fatto bloccato Megalò 2 è stato inviato bella mattinata di ieri dal Settore Urbanistica del Comune di Chieti al presidente della Giunta regionale Luciano D’Alfonso e al Dipartimento delle ppere pubbliche. È firmato dall’assessore comunale all’Urbanistica, Mario Colantonio, e dal dirigente di settore Silvana Marrocco. «Relativamente alla proroga dei Prusst», scrive Colantonio a D’Alfonso, «si possono prorogare gli interventi iniziati con formale comunicazione di inizio lavori prima della scadenza dell’accordo quadro e i medesimi dovranno essere ultimati entro la data del 31-12-2016». Scadenza che per Megalò 2 non poteva essere rispettata perché, si legge ancora nella lettera, «successivamente alla comunicazione di inizio dei lavori, il dirigente del genio civile regionale di Pescara ha ordinato di cessare immediatamente ogni lavorazione ed attività inerente il cantiere in questione. Le opere, quindi, non sono state realizzate».

L’assessore all’Urbanistica chiede a questo punto nella lettera di chiarire come è possibile che la Sile Costruzione riprenda i lavori, all’esito del parere di valutazione di impatto ambientale, se il «programma è formalmente scaduto». A questa sollecitazione dell’assessore, la Regione risponde con lo stop del Comitato Via presieduto dal direttore generale Cristina Gerardis.

Intanto, all’indomani della decisione della Via, sono molte le reazioni di soddisfazione da parte della cittadinanza e della politica. Per il sottosegretario regionale con delega all'ambiente Mario Mazzocca, si è trattato di una «vittoria delle legittime istanze di un territorio e del buon senso che quel territorio promana» e della «sconfitta politica degli urlatori di professione, di quelli 'duri e puri’, solo a parole, della politica sfascista del 'tanto peggio tanto meglio».

Per Nicoletta Di Francesco, presidente del Wwf Chieti-Pescara «la bocciatura è un atto importante di tutela del territorio. Siamo convinti che la decisione presa dal Comitato sia il frutto di una accurata valutazione dei rischi e di uno studio attento anche delle osservazioni inviate con un lodevole senso di responsabilità». Secondo il legale che ha seguito il caso per il Wwf, Francesco Paolo Febbo «le motivazioni adottate nel parere dal Comitato sono giuridicamente fondate, e del resto sin dalla vigilia avevo previsto, norme alla mano, che la valutazione avrebbe dovuto necessariamente concludersi negativamente. La ditta proponente ha annunciato un ricorso al Tar. Dico sin d'ora che il Wwf si costituirà ancora in difesa dell'ambiente, del diritto e del buon senso».

Arianna Iannotti