Ecco il calendario dei carabinieri Greco: «Sempre vicini alla gente»

CHIETI. Il calendario storico per celebrare i 200 anni del primo regolamento dei carabinieri e confermare, come rimarca il comandante provinciale Alceo Greco, «che il pilastro fondamentale dell’Arma...
CHIETI. Il calendario storico per celebrare i 200 anni del primo regolamento dei carabinieri e confermare, come rimarca il comandante provinciale Alceo Greco, «che il pilastro fondamentale dell’Arma è stato, è e resterà per sempre la tutela della popolazione dalla criminalità». Un prodotto editoriale, con una tiratura di quasi un milione e 200mila copie, di cui oltre 16.000 in nove altre lingue (dall’inglese al giapponese e perfino il sardo), capace di scandire gli anni che si susseguono dal 1928. E chi ha la passione di collezionarne le edizioni, magari esponendole in successione su un muro di casa o sul posto di lavoro, riesce a percepire non solo il tempo che passa ma anche il segno di quei tempi.
Il calendario è stato presentato ieri mattina dal colonnello Greco, nella caserma di via Ricciardi, alla presenza del tenente colonnello Massimo Di Lena, comandante della compagnia teatina, del luogotenente Roberto Verzulli, comandante della stazione di Chieti Scalo, e di Marcello Aranci, capitano della riserva, uno dei curatori.
Il calendario di quest’anno prosegue il cammino intrapreso due anni fa, continuando ad arricchire racconti di narrativa contemporanea con alcune tavole di maestri della Transavanguardia. Lo scrittore Carlo Lucarelli accompagna i lettori, mese dopo mese, con storie ispirate dall’evoluzione dello storico regolamento, che risale al 1822. Racconti che si fondono con le opere del maestro Sandro Chia, dando vita a un percorso che si snoda tra i doveri e le responsabilità dell’essere carabiniere, dove il militare è presenza tra e per le persone.
E la provincia di Chieti è protagonista nel calendario da tavolo 2022, dedicato al tema “Carabinieri… persone e territorio”, con una foto scattata a Pizzoferrato. Il prodotto editoriale racconta, attraverso le immagini, il cambiamento del tessuto sociale nelle aree interne del Paese e del loro lento ma inesorabile spopolamento. Territori in cui spesso gli unici presidi di prossimità dello Stato sono la stazione dei carabinieri e il municipio.
«L’ultimo anno», ha concluso il colonnello Greco, accennando alla lotta alla pandemia, «ha messo a dura prova anche la nostra istituzione. Ma nessuna stazione dei carabinieri è mai rimasta chiusa. E nessun carabiniere del comando provinciale di Chieti si è mai tirato indietro». (g.let.)
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