Ecco il “Comitato Abruzzo decide”

18 Luglio 2016

Associazioni ambientaliste insieme. Valente (Pl): voteremo no al referendum

LANCIANO. Il gruppo civico Progetto Lanciano, voterà no al referendum sulla riforma costituzionale. Lo ha deciso nei giorni scorsi il direttivo del movimento assieme all’intero gruppo consiliare dopo un’assemblea per chiarire la posizione del gruppo in vista del referendum costituzionale. «Il referendum è un appuntamento importante per far sentire la voce dei cittadini», dice il coordinatore di Pl, Pino Valente, «che potranno dire l’ultima parola sul disegno di legge Boschi che andrà a modificare in maniera importante la Carta costituzionale. Come movimento civico siamo contrari in quanto assisteremo alla riduzione dell’autonomia degli enti locali a favore dello stato centrale. Questa riduzione si otterrà con la modifica del Titolo V della seconda parte della Costituzione, che contiene le norme fondamentali che regolano le autonomie locali. Con la riforma, molte competenze torneranno in maniera esclusiva allo Stato, mentre le competenze condivise tra Stato e regioni scompariranno completamente». «Nel ddl Boschi», prosegue Valente, «sono presenti clausole che consentono allo stato centrale di occuparsi di questioni esclusivamente regionali, nel caso lo richieda la tutela dell’interesse nazionale. Si torna quindi ad accentrare tutto il potere a Roma e i territori subiranno le scelte di un centralismo spesso miope rispetto a quanto accade in periferia. Un movimento civico come quello di Progetto Lanciano nato proprio per sostenere le battaglie in difesa della propria terra non può condividere una riforma che va invece a mortificare i territori e le autonomie locali».

Intanto nei giorni scorsi si è costituito il “Comitato Abruzzo decide”, formato da molte associazioni ambientaliste che hanno dato battaglia in questi anni a progetti nocivi per l’ambiente e i cittadini. Tra le motivazioni del comitato che sostiene il no alla riforma il fatto di vedere «modificato il sistema delle autonomie» e «l’allontanamento dei luoghi di decisione dai territori e dai cittadini». (d.d.l.)

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