Ecco La Cicogna a Motore per le adozioni

Di Iorio fonda un’associazione per sostenere le famiglie: «Un gruppo di mutuo-aiuto e confronto»
CHIETI. Si chiama La Cicogna a Motore l’associazione nata per sostenere le famiglie nell’adozione. Sabato scorso la prima uscita pubblica nella parrocchia di San Martino. I soci fondatori che formano il direttivo sono 9 famiglie che hanno condiviso il percorso adottivo. L’associazione è costituita da un presidente eletto dalle famiglie del direttivo, la dottoressa Marina Di Iorio, per anni punto di riferimento per le adozioni al Comune di Chieti, da un vicepresidente, l’avvocato Matilde Giammarco, e un tesoriere. Del direttivo fanno parte anche Letizia Gaspari, Ilenia D’Antonio, Assunta Iocco, Laura Russi, Serena Lupo, Michele Mezzanotte e Daniela Rucci. «L’associazione», spiega Di Iorio, «nasce dall’esigenza riscontrata nel corso degli anni dalle famiglie adottive di avere un punto di riferimento nel post adozione soprattutto dalle famiglie che hanno concluso l’adozione internazionale e non sono più accompagnate dai servizi territoriali, dall’equipe adozioni». Alla presentazione hanno partecipato Chiara Gallo, giudice onorario al tribunale per i minorenni dell’Aquila, l’avvocato Monia Scalera, componente della Commissione adozioni internazionali della presidenza del Consiglio dei Ministri, don Sabatino Fioriti delegato dall’arcivescovo Bruno Forte, le associazioni del terzo settore Famiglie per l’Accoglienza e l’associazione per l’affido familiare Mi ospiti un po’ da te?, l’equipe territoriale per le adozioni con Francesca D’Atri e Viviana Armenise e Francesca Rasetta della Regione Abruzzo. Non hanno partecipato rappresentanti del Comune, invitati però dagli organizzatori: assenti sia il sindaco Diego Ferrara che l’assessore alle politiche sociali Mara Maretti.
«Le adozioni internazionali sicuramente hanno dei punti di criticità maggiori rispetto all’adozione nazionale», dice Di Iorio, «vuoi per la lingua, spesso i bambini sono piuttosto grandi, vuoi per il forte cambiamento che devono vivere lontano dal proprio Paese, dalle proprie abitudini alimentari climatiche. La grande criticità che si evidenzia è proprio nel post adozione. La fase preparatoria e di istruzione della pratica per concludere il percorso adottivo è ben delineata dalle linee guida della Regione, risulta invece carente nel post adozione anche se attualmente la Regione sta rimodulando le direttive e ci saranno grandi novità. L’associazione si propone di costituire un gruppo di mutuo aiuto, uno spazio dove confrontarsi e aiutarsi e contemporaneamente il co-costruire degli incontri con esperti che possano aiutare le famiglie ad affrontare meglio le criticità che stanno attraversando fornendo loro degli strumenti che metteremo nella famosa cassetta degli attrezzi, per prevenire le restituzioni che purtroppo ci sono. La presenza sul nostro territorio di altre associazione», continua Di Iorio, «sicuramente darà l’opportunità di affrontare temi delicati quali l’applicazione delle linee d indirizzo per favorire il diritto allo studio dei minori adottati (2014): con un lavoro di rete si riuscirà meglio a dialogare con i provveditorati allo studio».

