Ecco le strade della morte

23 Dicembre 2016

Viale Abruzzo e via Pescara, due casi in pochi giorni: «Benvenuti nella giungla»

CHIETI. Viale Abruzzo è un tratto stradale insicuro. Ne sono testimonianza gli incidenti stradali che avvengono quasi quotidianamente. Già martedì pomeriggio, all’altezza della gioielleria Quaglietta, è stata investita, mentre attraversava sulle strisce pedonali, Maria Di Biase. Stava tornando a casa, abitava proprio lì vicino. L’ex maestra 80enne, purtroppo, non ce l'ha fatta. La stessa sorte toccò alla 69enne Giuseppina Venditti, investita da un autobus di linea a novembre, quella volta in via Pescara. Un altro caso di incidente su viale Abruzzo, non sfociato questa volta in tragedia, risale a qualche giorno fa. Una ragazza che stava passeggiando di fronte allo stadio Angelini intorno alle 21,30 è stata colpita da un autobus di linea che viaggiava verso la stazione. Sul posto è intervenuto il 118 e la giovane è stata trasportata all’ospedale di Chieti in codice giallo. Nulla di grave, in questo caso. Tuttavia, i residenti della zona sono esasperati.

UNA STORIA VECCHIA. Altre situazioni di disagio legate alla viabilità risalgono anche a settimane passate. Il primo rondò della strada fu scenario di un incidente a causa del quale parte della relativa segnaletica è stata rovinata. Già alcuni lamentavano la scarsa illuminazione della zona. Un’altra tragedia si sfiorò nel mese di maggio, quando alcuni passanti si accorsero di un terribile botto, dopo aver sentito il rumore di una brusca frenata. Il guidatore di una Mercedes 170 classe A andò a schiantarsi contro un’Audi A3, parcheggiata sul lato della strada, vicino al ristorante Hotel White House. Rimasero feriti 3 giovani stranieri che erano a bordo della Mercedes.

LA PAROLA AI RESIDENTI. Bisogna trovare delle soluzioni al problema. Questa la semplice ma essenziale risposta di alcuni commercianti e residenti della zona. C'è il geometra Matteo Sansone, che da tempo abita in una palazzina di viale Abruzzo. Una volta uscito di casa fa fatica ad attraversare la strada per raggiungere uno dei tanti centri commerciali del quartiere: «Qui c’è un flusso continuo di automobili. Bisogna regolarlo attraverso nuove rotatorie e limitatori di velocità, perché nessuno si ferma quando qualcuno deve attraversare». Un flusso continuo e quotidiano di vetture. Contando anche che nell’area sorgono numerosissimi centri commerciali e discount, che giornalmente ospitano un numero ingente di clienti. Poi c’è Mario Elisii, elettrauto: «In questa strada, specialmente il mercoledì quando c’è il mercato, non si cammina. Per non parlare dell’effetto causato dai supermercati nati come funghi. Non c’è più segnaletica e l’illuminazione scarseggia». Dal momento che, a parte la zona della stazione, «fino allo stadio sono rimasti solo i lumini a far luce. Le probabilità di incidenti sono sempre più alte». A dire la sua anche Luca Iacone dell’omonimo Hotel di fronte allo stadio, nonché parente della vittima Di Biase: «La viabilità non è regolata. Molti parcheggiano nello spiazzale qui di fronte, sterzando a tutta velocità per entrarvi. Qui c’è gente che viene a correre e ad allenarsi. Se continua così può scapparci un altro morto. È una giungla».

NON SOLO VIALE ABRUZZO. Ieri, nel primo pomeriggio, un altro incidente, questa volta all’incrocio tra viale Amendola e via Nicolini. Un uomo di 60 anni, alla guida di una Fiat Panda, ha investito un’altra 60enne che stava attraversando sulle strisce pedonali. Per fortuna nulla di grave, anche se la donna G.G., si è fratturata una caviglia. Questa volta lo schianto è avvenuto nonostante il semaforo pedonale all’incrocio. Così il vicecomandante della polizia municipale, Fabio Primiterra, intervenuto con una pattuglia insieme al 118: «Stiamo verificando se la telecamera installata nella casa di fronte al semaforo ha ripreso qualche scena. Sussiste, in ogni caso, la responsabilità del conducente che anche in presenza del verde deve osservare la massima prudenza».