«Ecco perché ho denunciato il sindaco»

20 Settembre 2017

Guardiagrele. Caramanico e l’incarico dato dalla giunta a un tecnico: violato un diritto dei consiglieri

GUARDIAGRELE. Botta e risposta tra il sindaco Simone Dal Pozzo e il consigliere comunale Franco Caramanico sull’esposto denuncia, inviato da quest’ultimo alla Procura contro il primo cittadino per omissioni di atti di ufficio, in relazione alla vicenda dell’affidamento a un professionista esterno dell’attività di affiancamento, supporto e assistenza nella redazione degli atti di bilancio. «A sentire il sindaco», osserva Caramanico, «sembra che io abbia preso questa iniziativa solo per non aver avuto risposta a una interrogazione. La realtà è diversa e complessa. L’affidamento è stato formalizzato dall’amministrazione comunale con la delibera n. 51 dell’11 aprile scorso e la successiva determina 390 del 19 aprile. Dopo due mesi, il 21 giugno», continua Caramanico, «in vista dell’imminente discussione dell’argomento in consiglio comunale, per conoscere gli esiti dell’incarico e avere tutti gli elementi per esercitare le mie funzioni di consigliere, ho presentato un’interrogazione, chiedendo i risultati di tale collaborazione. Poi, il 18 luglio, preso atto della convocazione del consiglio, ho presentato un sollecito riscontro all’interrogazione, chiedendo che mi venissero fornite le copie di tutta la documentazione, prima dello svolgimento del consiglio».
Caramanico, evidenzia, di non aver però ricevuto alcuna risposta fino al consiglio del 21 luglio. «Nel corso della riunione», precisa Caramanico, «sulla discussione dedicata al bilancio, sono così intervenuto, facendo presente di non aver notizie, in merito ai 5 mila euro impegnati per l’affidamento al professionista esterno e di trovarmi di conseguenza, nell’impossibilità di prendere atto della situazione». Caramanico, sottolinea poi che, nella votazione del conto di bilancio 2016, si è quindi trovato ad esprimere un voto, senza avere nessuna risposta e informazione sull ’incarico commissionato alla ditta esterna. «Solo il 25 luglio, cioè dopo l’approvazione del conto di bilancio e dopo la scadenza dei 30 giorni stabiliti dal regolamento del consiglio comunale», precisa Caramanico, «è arrivata la risposta all’interrogazione che, incomprensibilmente, non spiegava nulla sui risultati della collaborazione. Quindi», osserva Caramanico, «il problema non è stato, come afferma il sindaco, solo quello della mancata risposta all’interrogazione, ma è da ricercarsi nell’atteggiamento dell’amministrazione che, nonostante le interrogazioni, i solleciti, gli interventi in consiglio comunale, ha messo in discussione i diritti dei consiglieri comunali, in violazione alle leggi vigenti». (g.i.)
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