«Ecco perché ho denunciato la maestra»

Parente: «Segnalati ai carabinieri i nostri sospetti». Ai domiciliari l’insegnante d’asilo accusata di maltrattamenti
SAN SALVO. La campanella è suonata regolarmente ieri mattina nell’asilo in cui insegna la maestra accusata di maltrattamenti e finita agli arresti domiciliari giovedì scorso. Diversi genitori, però, hanno sostato più del solito davanti ai cancelli invocando chiarezza sulla vicenda. E il dirigente dell’istituto comprensivo 2, da cui dipende la materna, Vincenzo Parente, ha cercato di rassicurare le famiglie. I genitori dei piccoli affidati alla maestra indagata hanno nel frattempo contattato un legale, decisi, nel caso in cui le accuse vengano confermate, a chiedere giustizia per i figli e a costituirsi parte civile.
Sotto accusa sono finite alzate di voce e sgridate. Ma perché sono scattati i provvedimenti cautelari e chi ha denunciato l’insegnante? «La segnalazione del comportamento anomalo della maestra», dice il preside Parente, «risale a diversi mesi fa. Alcuni insegnanti mi avevano segnalato delle perplessità sulla linea educativa della maestra. Io ho fatto pervenire le segnalazioni ai carabinieri».
Da quel momento i militari hanno iniziato a indagare con estrema discrezione. Appostamenti, testimonianze, ma soprattutto telecamere nascoste nelle aule della scuola hanno fornito agli investigatori il puzzle probatorio. «Dall’inizio della vicenda», sottolinea il dirigente scolastico, «c’è stata la massima collaborazione fra il nostro istituto e le forze dell’ordine per verificare la sussistenza delle presunte situazioni anomale». Giovedì scorso è scattato l’arresto: l’insegnante è stata messa ai domiciliari. «L’indagine è tuttavia ancora in corso e le accuse sono tutte da verificare», sottolinea il preside, «fino a quando le indagini non si concluderanno il riserbo degli inquirenti sarà massimo. Voglio tuttavia rassicurare le famiglie. La situazione era monitorata da tempo. La scuola non è stata colta di sorpresa. Io dirigo ben 150 insegnanti, suddivisi in 12 istituti e posso assicurare che sono eccellenti. Eventuali responsabilità sono strettamente personali», precisa Parente rassicurando i genitori dei bambini sulla cura loro rivolta.
Le parole del preside hanno ridato un minino di serenità alle famiglie. Un gruppo di genitori della classe in cui insegna la maestra indagata si è però rivolto a un legale: i genitori hanno consultato l’avvocato chiedendo di essere assistiti. Ma allo stato attuale occorre solo attendere e aspettare che gli investigatori facciano tutti i dovuti accertamenti. «I piccoli», conclude il preside, «che ovviamente sono all’oscuro di tutto continueranno ad essere assistiti con amore, come è sempre stato».
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