«Ecco perché serve quell’impianto»

2 Dicembre 2020

Atessa. La Di Nizio spiega il progetto di trattamento dei rifiuti ospedalieri

ATESSA. C’è un’emergenza stoccaggio rifiuti soprattutto legati all’emergenza Covid-19 in Val di Sangro? Il problema è sollevato dalla società Di Nizio Eugenio che ha in corso un progetto per realizzare un impianto per il trattamento, mediante sterilizzazione, di rifiuti ospedalieri infettivi, con annesso stoccaggio di rifiuti pericolosi e non in contrada Saletti di Atessa. Il progetto è stato bocciato dal comitato Via della Regione e la Di Nizio ha presentato ricorso al Tar.
La Di Nizio gestisce i rifiuti ospedalieri di tutto l’Abruzzo in Ati attualmente con la Eco Eridania spa. «Fino ad agosto scorso», si legge in una nota della Di Nizio, «abbiamo portato i rifiuti in termodistruzione a Forlì, da Eco Eridania, che sta cambiando il nome in Essere Spa. Si è quindi concordato con la Eco Eridania, per ridurre l’inquinamento causato dai lunghi tragitti per il trasporto dei rifiuti ospedalieri fino a Forlì, di attivare lo smaltimento nell’impianto di sterilizzazione della ex Maio.com, in Val di Sangro, che ora è denominato S.Ate srl, sempre della Eco Eridania. Il problema è sorto con la pandemia, i contenitori sono aumentati in maniera esponenziale, sono stati aperti altri presìdi e ospedali Covid, centri drive-in per i tamponi, centri di stoccaggio per i sintomatici in quarantena».
Per timore del contagio i contenitori dei rifiuti sono subito chiusi solo con qualche dispositivo di protezione individuale (mascherine-guanti-camici e tute monouso) all’interno pesando pochi grammi, aumentando così del 100% la produzione di contenitori da portare al centro di smaltimento e il riempimento degli autotreni. «Poi si continua a inveire contro il centro di sterilizzazione, perché inquinerebbe, e che noi», sottolinea la Di Nizio, «vogliamo aprire a 500 metri dall’ex Maio.com, ma se avessero lasciato aprire il centro di sterilizzazione non avremmo avuto questi problemi di gestione rifiuti con bilici contenenti materiali altamente infetti in fila davanti al suddetto impianto. Facciamo presente, inoltre, che in Abruzzo non c’è un centro di smaltimento in termodistruzione per i rifiuti ospedalieri pericolosi e infetti ma c’è solo l’impianto di sterilizzazione di vecchia generazione con poca capienza dell’Ex Maio.com, adesso stracolmo con grande criticità lavorativa. Un altro impianto di sterilizzazione in progetto della Di Nizio Eugenio non avrebbe risolto il problema di sovraccarico di smaltimento dei rifiuti ospedalieri in Abruzzo?».
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