Ecoballe, sette associazioni chiedono lo stop
Vasto. Appello al Comune per bloccare la procedura: «L’azienda non ha autorizzazioni a Punta Penna»
VASTO . L’Arap invita il Comune a sospendere il procedimento ma, nonostante il cartellino rosso dell’Azienda regionale per le attività produttive, la procedura va avanti. Scade il 27 agosto, dopo la proroga concessa a causa della mancata pubblicazione di diversi documenti, il termine per la presentazione delle osservazioni alla valutazione di incidenza ambientale per il progetto della Ecoexport di Gavardo (in provincia di Brescia), finalizzato allo stoccaggio temporaneo di combustibile da rifiuti solidi (Cdr) nella zona industriale di Punta Penna, a ridosso dell’omonimo sito di interesse comunitario (Sic). Cioè ecoballe. Ora sette associazioni lanciano un appello e chiedono al Comune di sospendere la procedura. Sono Arci, Cobas, Gruppo Fratino di Vasto, Italia Nostra del Vastese, Stazione Ornitologica Abruzzese, Associazione Antimafie Rita Atria e PeaceLink Abruzzo nelle persone di Nicola Salvatorelli, Domenico Ranieri, Stefano Taglioli, Davide Aquilano, Augusto De Sanctis e Alessio Di Florio.
I sodalizi sono venuti a conoscenza, tramite un accesso agli atti, che il 7 maggio scorso l’Arap ha chiesto al Comune di sospendere il procedimento, in quanto la Ecoexport srl «non risulta assegnataria di immobili nell’agglomerato industriale di Punta Penna né autorizzata all’esercizio dell’attività indicata in oggetto né per altra attività». Tale circostanza è stata ribadita dall’Arap con una successiva nota del 3 agosto. Se le cose stanno effettivamente così, dove verranno stoccate le ecoballe in attesa di essere spedite oltre frontiera per destinarle a cementifici esteri? Questa è una delle tante domande che sorgono spontanee e che attendono risposte. «Ci domandiamo come è possibile che, nonostante l’invito di maggio a sospendere il procedimento, sia stata avviata la procedura di Vinca», annotano i sette sodalizi, «il 7 maggio l’Arap ha inviato un vero e proprio cartellino rosso al Comune per l’attuale procedimento. E non ci sono state novità nelle settimane successive. La procedura per la valutazione di incidenza ambientale va immediatamente interrotta, per essere fatta ripartire solo dopo l’acquisizione del necessario provvedimento autorizzativo di competenza». La spedizione di combustibile da rifiuti solidi (Cdr) è una delle specializzazioni della società richiedente, che ha intenzione di stoccare le balle in attesa dell’imbarco per un totale annuo di 45mila tonnellate (125 tonnellate al giorno con 4,6 convogli).
Anna Bontempo
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