Ed è lite anche sull’ordinanza anti-spreco

22 Luglio 2024

Pompilio e Professione Italia: invece di tutelare i cittadini in difficoltà, il Comune li multa per fare cassa

CHIETI. Un accesso agli atti, sia del Comune che dell’Azienda comprensoriale acquedottistica (Aca), per sapere quanta acqua viene immessa nelle reti idriche della città e degli altri comuni serviti da Aca. A firmare la richiesta sono stati la consigliera di Azione politica, Serena Pompilio, e l’associazione Professione Italia Chieti, presieduta da Micaela Camiscia. Insieme si sono mossi anche a seguito dell’ordinanza del sindaco Diego Ferrara che regolamenta l’utilizzo dell’acqua potabile e prevede anche controlli e sanzioni. «Un’ordinanza», sottolinea Pompilio insieme all’associazione Professione Italia Chieti, «che invece di tutelare i cittadini e gli esercenti in difficoltà li sanziona, celando intenti economici finalizzati a ripianare le deficitarie casse comunali a spese dei contribuenti. Riguardo la comunicazione del sindaco di Chieti del 17 luglio, in cui si specifica che le riduzioni/sospensioni del flusso idrico sono tempestive, si riscontra invece che cittadini ed esercenti non sono affatto messi nelle condizioni di far fronte a tali limitazioni».
Pompilio e l’associazione presieduta da Camiscia lamentano il fatto che le comunicazioni sono tutt’altro che tempestive: «Risultano tardive e non capillari. Addirittura sistematicamente si annunciano degli orari che non vengono rispettati con anticipazione della chiusura idrica a dispetto delle informazioni date in precedenza. Ma chi salvaguardia i cittadini se non il sindaco? Al posto di adottare misure punitive, sono stati controllati e forniti i dati relativi ai litri giornalieri erogati (litri/secondo) in città confrontandoli con quelli degli altri comuni gestiti da Aca?». Per questo motivo è partito l’accesso agli atti sia al Comune di Chieti sia ad Aca al fine di verificare le portate. L’ordinanza comunale viene particolarmente criticata: prima di mettere le multe, «il Comune avrebbe dovuto verificare se Aca rispetta i criteri di efficacia ed efficienza previsti dallo Statuto. Si sanzionano facilmente i deboli ima nessuno ha fornito dati certi sulle erogazioni in città. Dati che se non rispettati potrebbero avallare la tesi di inadempimento da parte di Aca».
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