Edicole, c’è il nuovo regolamento

Ok dalla giunta: i chioschi potranno commerciare altri prodotti oltre ai giornali
LANCIANO. Potranno diventare bar, fiorai, punti informativi e turistici, strutture per distribuire servizi municipali e punti vendita per prodotti alimentari e non i chioschi destinati finora alla vendita di periodici e giornali. L’idea, partita da lontano e che risponde a quella che negli anni, con la chiusura a cascata di migliaia di edicole si è trasformata in una ferita aperta per ogni città italiana, è diventata ieri una delibera di giunta. È stata portata avanti in questi mesi dall’assessore al Commercio Maria Ida Troilo e dal consigliere del gruppo misto Giuseppe Luciani. Un lavoro difficile, che ha avuto una genesi di diversi mesi, ma che ha voluto colmare una duplice finalità: rispondere alle istanze portate avanti dagli edicolanti e contribuire al decoro cittadino riconvertendo chioschi altrimenti tristemente chiusi.
«Come amministrazione», specifica l’assessore Troilo, «abbiamo voluto sostenere l’imprenditorialità di queste strutture e rispondere al grido di aiuto degli edicolanti cittadini che anche, nel corso della precedente amministrazione, avevano posto il problema e purtroppo sono rimasti inascoltati. Con questo progetto inoltre vogliamo restituire alla città un po’ di quella bellezza persa con la chiusura dei chioschi che erano a tutti gli effetti centri per la socialità e l'aggregazione, vere e proprie sentinelle e punti di riferimento dei quartieri».
In questi anni sono state almeno otto le edicole che hanno chiuso i battenti, complice una crescente crisi della carta stampata e la recente stangata causata del Covid: la storica edicola in piazza Plebiscito, quella di corso Roma, in via Spaventa, a Marcianese, in via Del Mare, di fronte all’ospedale Renzetti, su corso Trento e Trieste e in via Rosato. «È un anno che stiamo dietro a questo provvedimento», aggiunge Luciani, «volevamo innanzitutto dare una speranza in più a chi vive di queste attività ed evitare il degrado ambientale e il senso di abbandono che si percepisce con la chiusura. Adesso chi è in possesso di regolare licenza può riconvertire l’attività o ampliarla con nuovi codici merceologici nel rispetto delle norme vigenti e della legislazione igienico sanitaria, in riferimento ad esempio ai prodotti alimentari. In altre città questa è stata la salvezza di decine di chioschi».

