Edifici storici in vendita «Volete solo fare cassa»

L’ex calzificio Torrieri e Palazzo Berenga valutati 900mila euro ciascuno La consigliera Paolucci: «Spiegate cosa c’è sotto a chi è contro le speculazioni»
LANCIANO. “Vendesi palazzi storici”. Il Torrieri e Palazzo Berenga sono inseriti nel piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari 2017/2019 del Comune. Ossia possono essere acquistati, prezzo 900.000 euro ciascuno, dai privati. Il piano è approdato assieme al bilancio nei giorni scorsi in consiglio comunale e ha sollevato subito polemiche. Sono piovute critiche per quegli edifici che dovevano essere, secondo l’amministrazione del sindaco Mario Pupillo, culla della cultura lancianese. L’ex calzificio, la cui facciata è vincolata dalla Soprintendenza per i beni culturali e che è l’ultima testimonianza di archeologia industriale cittadina, doveva fungere da “incubatoio” per giovani professionisti che avviano un'attività professionale, una “fabbrica d’idee” per giovani e artisti ed è inserito nel più ampio progetto integrato di intervento di riqualificazione dell’ex ippodromo. Il settecentesco palazzo Napolitani-Berenga, a Santa Maria Maggiore, invece doveva essere una pinacoteca, o meglio una casa per le tante associazioni cittadine. Invece l’ex calzificio è nell’abbandono, nella parte comunale e in quella privata, palazzo Berenga deve essere ancora ristrutturato ed è occupato da un rigattiere. Ora sono in vendita.
Il piano delle alienazioni. Il prezzo, se la storia ha un prezzo, è di 900.000 euro l’uno. Secondo l’amministrazione comunale, che ha votato a maggioranza il piano e anche il bilancio, i due immobili sono stati inseriti nelle alienazioni per poter partecipare al Programma Abruzzo, l’accordo sottoscritto dalla Regione e dall’Agenzia del demanio per la “valorizzazione, razionalizzazione e dismissione” di 112 immobili pubblici. In pratica con fondi propri non si riesce a ristrutturare gli immobili e si spera nell’aiuto del demanio e dei privati. Nella delibera sulle alienazioni è anche scritto che in caso di bocciatura da parte del demanio statale, l’ex Torrieri sarà rimosso dal Piano delle alienazioni. Allo stesso tempo, però, nel Dup, Documento unico di programmazione, tra i lavori da fare da parte dell’amministrazione Pupillo spuntano la ristrutturazione dell’ex Torrieri con fondi privati, circa 1.000.000 di euro, e il completamento della ristrutturazione di palazzo Berenga per 600.000 euro. In pratica ci sono due ipotesi di intervento per ciascun immobile.
L’opposizione consiliare protesta. Ma per l’opposizione cosiliare e, in particolare, per il capogruppo consiliare di “Libertà in Azione”, Tonia Paolucci, le cose stanno diversamente e vanno in un’unica direzione: verso i privati. L’ex Torrieri, con l’inserimento nel Piano delle alienazioni, è stato di fatto stralciato dal piano integrato di intervento adottato nel 2011e approvato nel 2015 che prevede il recupero del grande edificio dell’ex Istituto tecnico industriale che appunto doveva avere una destinazione pubblica e il resto dell’area che pure ha pregio, frazionato in proprietà private. «L’ex calzificio è stato stralciato dal piano integrato», dice Paolucci, «perché, cosa che continuano a non voler capire o fanno finta di non capire, l’approvazione della delibera del piano di valorizzazione ed alienazioni, ai sensi dell’articolo 58 della finanziaria 2009, costituisce variante allo strumento urbanistico generale. Inoltre la maggioranza dice di aver inserito il Torrieri nel bando del ministero dell’Economia “Proposta immobili 2015” e che quindi lo hanno per forza dovuto mettere nel piano delle alienazioni. Ma lo stesso bando al quale hanno partecipato dice chiaramente: “Attraverso la candidatura l’ente ha l’opportunità di accedere alle procedure di alienazione semplificate e di presentare i propri immobili ad un'ampia platea di potenziali investitori”, ovvero investitori privati. Io non sono contro i privati», chiude Paolucci, «chiedo solo che si faccia chiarezza e venga spiegato a tutti cosa si vuole fare, soprattutto a quelle associazioni vicine al Pd che dell’ex-Torrieri hanno fatto una crociata per evitare speculazioni edilizie da parte di privati. Per quanto mi riguarda la volontà è chiara: vendere per fare cassa».
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