Edilizia concertata in otto anni un solo progetto

Riqualificazione della città con l’accordo pubblico-privato Piani azzerati: liberi 60mila metri quadri di superficie

LANCIANO. Torna nel cassetto l’edilizia concertata, il “patto” tra pubblica amministrazione e privati per la riqualificazione di zone degradate della città in cambio di opere pubbliche. Nei giorni scorsi il consiglio comunale ha deciso la fine di questa esperienza, avviata nel 2005 (amministrazione Paolini) con un bando al quale risposero ben 17 ditte. In questi otto anni un solo progetto, le palazzine della Euroimmobiliare a Santa Rita (con la contropartita di un milione 100mila euro), si è concretizzato, ma perché l’impresa ha chiesto l’intervento della giustizia amministrativa.

Nel 2010 una seconda commissione valutò i progetti rimasti: su undici, solo 4 furono considerati ammissibili ma a condizione, ovvero le ditte avrebbero dovuto rivedere l’offerta economica e parti del progetto. Ma una ditta ha definitivamente rinunciato e le proposte delle altre tre non sono risultate adeguate alle richieste del Comune. I troppi anni persi, il piano regolatore nel frattempo approvato, la crisi economica sopraggiunta, hanno fatto perdere interesse ai privati. Così, dopo 8 anni, è stata decisa la fine dell’edilizia concertata.

L’opposizione, che si è astenuta al momento del voto (contrario il capogruppo del Pdl, Manlio D’Ortona), ha proposto di riaprire la negoziazione con le ultime quattro ditte, ma la maggioranza ha preferito chiudere la partita. «I tentativi ci sono stati ma non hanno avuto successo. Dopo tanti anni le condizioni di base erano mutate troppo», ha detto in aula il sindaco Mario Pupillo. «Un mea culpa lo deve fare anche l’amministrazione precedente», ha ammesso il capogruppo dell’Udc, Paolo Bomba, assessore ai lavori pubblici della passata giunta Paolini che diede il via all’edilizia concertata, «era un discorso che aveva senso se approvato prima del piano regolatore».

Dalla mancata realizzazione dei progetti di edilizia concertata dovrebbero liberarsi circa 60 mila metri quadri di superficie utile residenziale. «Solo con l’intervento privato è possibile rigenerare l’economia della città», ha sottolineato D’Ortona, «la sfida oggi è capire come mettere insieme l’interesse pubblico e quello privato. L’amministrazione comunale ha l’opzione della variante al Prg o quella di un nuovo bando. Ma questa volta siano fissati criteri inequivocabili». «E’ interesse dell’amministrazione coinvolgere i privati poiché la finanza locale langue», dice all’indomani del consiglio comunale l’assessore all’urbanistica, Pasquale Sasso (Pd), «l’obiettivo è riqualificare aree degradate come gli accessi alla città, primo fra tutti l’incrocio tra la Variante frentana e via Per Treglio, eliminando la cava della breccia (è già prevista una maxi rotatoria finanziata dalla Regione, ndc). Aspettiamo se ci sono privati interessati , altrimenti il Comune valuterà di indire un nuovo bando».

Stefania Sorge

©RIPRODUZIONE RISERVATA