Elettrodotto Terna, comitati in prefettura «Qui anche di notte»

19 Settembre 2015

Movimenti, cittadini e politici: stop ai lavori in corso Corona: non posso bloccare un decreto ministeriale

CHIETI. Presidio permanente davanti alla prefettura per chiedere un intervento forte del prefetto Antonio Corona affinché contribuisca a bloccare la realizzazione dell’elettrodotto Terna. Ieri comitati civici, cittadini e rappresentanti del Movimento 5 Stelle hanno manifestato in corso Marrucino mentre una delegazione parlava a lungo con Corona. C’erano, tra gli altri, il vicesindaco di Lanciano, Pino Valente, il sindaco di Castelfrentano Gabriele D’Angelo, il perito industriale Antonio Di Pasquale, il presidente del comitato cittadino anti Terna Mariapaola Di Sebastiano, il presidente del Comitato ambiente salute e territorio Antonella La Morgia, l’attivista di Paglieta Silvia Ferrante, l’attivista di Cepagatti Antonio Palazzo, il presidente della Cantina di Paglieta Angelo Di Giulio, Luigi Pomilio della Coldiretti di Atessa, il parlamentare pentastellato Daniele Del Grosso, i consiglieri comunali grillini Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo, il consigliere comunale di Bucchianico Alfredo Mantini e l’attivista 5 Stelle Andrea Di Ciano.

La corposa delegazione ha chiesto in prima battuta al prefetto di bloccare la realizzazione della grande infrastruttura che collegherà Villanova a Gissi, ma Corona ha fatto sapere di non averne la possibilità. «Il prefetto ci ha detto di non avere competenze per bloccare un decreto ministeriale», ha riferito Del Grosso ai manifestanti, «lo potrebbe fare solo se avesse concreti problemi di ordine pubblico». «Significa che dobbiamo farci menare?», hanno ribattuto gli attivisti con scoramento. La seconda richiesta è di avviare un tavolo di mediazione con Terna, affinché soprassieda almeno sino al pronunciamento del Tar sui molti ricorsi ricevuti. Altra richiesta è quella di sostenere procedure di accesso agli atti particolarmente complesse. Su questi punti il prefetto si è detto disponibile, anche se, ovviamente, agli attivisti non basta.

È per questo motivo che alcuni di loro hanno deciso di presidiare la prefettura. «Resteremo qui anche di notte», ha detto Di Pasquale che, in effetti, è rimasto insieme a Aurelio Del Bello e Luca Cicerchia. «Pensiamo che le procedure di immissioni siano illegittime», dice Di Pasquale, «erano state già bloccate nel 2014 e ora vengono riproposte». Per immissioni si intende l’entrata in possesso dei terreni da parte di Terna, in attesa dei decreti definitivi di esproprio, in forza di decreti di occupazione d’urgenza. Sono previste procedure di immissione il 22 e il 29 settembre prossimo. «Pensiamo che ci siano profili di illegittimità e che ci sia carenza di documenti», ha detto Argenio, «soprattutto in relazione al rischio idrogeologico, come è stato ultimamente rilevato dalla Regione. Crediamo, inoltre, che la realizzazione stia andando avanti in maniera difforme da quanto previsto dal contratto». Il sindaco di Castelfrentano, infine, ha annunciato un nuovo ricorso al Tar, dopo aver presentato istanza ai ministeri dello Sviluppo economico e dell’ambiente «chiedendo la sospensione dei lavori per mancanza del rispetto di alcune prescrizioni contenute all’interno delle autorizzazioni ministeriali».

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