Elezioni comunali Chieti, Legnini scende in campo: «Orgoglioso e onorato»

foto di Andrea Milazzo

5 Aprile 2026

Correrà con una coalizione di sette liste: «Ma le porte sono ancora aperte. Ho tre parole d’ordine per la città futura: sicura, inclusiva e sostenibile»

CHIETI. «Accetto con onore e orgoglio la candidatura a sindaco di Chieti». È una piazza Vico finalmente assolata, dopo i giorni di pioggia che hanno messo in ginocchio la città, che accoglie la presentazione di Giovanni Legnini come candidato sindaco dello schieramento di centrosinistra e liste civiche. A lanciargli la volata è il sindaco uscente Diego Ferrara che annuncia e spiega le ragioni del suo «passo di lato», vale a dire della sua non ricandidatura a sindaco. Sarà candidato come capolista del Pd. Intorno a loro una piccola folla, tra giornalisti, candidati, sostenitori e curiosi.

IL «PASSO DI LATO» DI FERRARA - È il sindaco uscente ad aprire la conferenza stampa in piazza: «Sono stati cinque anni di duro lavoro in cui il Comune di Chieti, “malato terminale” nel 2020, è riuscito a rimettersi in sesto, ma ha necessità di una ripresa, di una grande riabilitazione. Serve una figura istituzionale importante e carismatica, una personalità che possa riuscire in breve tempo a risollevare Chieti dalle sue antiche e recenti problematiche. Di conseguenza, per il bene della città, è bene che io faccia un passo di lato e lasci il testimone a Giovanni Legnini che sicuramente avrà la possibilità di fare tantissimo per Chieti». Al termine dell’annuncio, scatta l’abbraccio tra i due e l’applauso dei presenti. Legnini lo ringrazia e insieme a lui ringrazia «tutta la squadra dell’amministrazione uscente per il lavoro durissimo portato avanti e anche per lo sforzo eccezionale, prodotto negli ultimi giorni, a fronte dell’ennesima emergenza dovuta al maltempo. Ecco partiamo da qui, dai problemi più urgenti che ci sono e mi auguro che venga dichiarato a brevissimo lo stato d’emergenza per avviare un percorso di ristrutturazione della rete viaria», afferma aprendo la conferenza stampa, prima ancora di dire ufficialmente che accoglie la richiesta di candidarsi a sindaco.

GLI ALLEATI - «Ho accolto l’invito a candidarmi arrivato dal sindaco Ferrara», continua Legnini, «e quello delle forze politiche e civiche che hanno sostenuto la sua maggioranza, ma anche di altre forze che sono state fuori dal perimetro della coalizione. Accetto la candidatura con onore e orgoglio. Anche con un pizzico di emozione devo ammettere», aggiunge, «che non mi aspettavo, dopo 12 anni di mio peregrinare in giro per l’Italia, tanto affetto e stima, che voglio ricambiare con tutto il mio impegno e la mia disponibilità, modificando i miei programmi di vita, ma facendolo con grande convinzione». L’ex vicepresidente del Csm annuncia poi che saranno sette le liste a suo sostegno, anche se, sottolinea, «le porte sono ancora aperte». Le liste verranno presentate ufficialmente giovedì prossimo, ma dovrebbero essere quelle di Pd, M5s, Avs e le civiche Chieti per Chieti (che fa riferimento al presidente del consiglio comunale Luigi Febo), il Polo civico del vicesindaco Paolo De Cesare, la lista a sostegno del candidato sindaco che sta componendo lo stesso Legnini e Chieti viva, il gruppo che fa riferimento ad Alessandro Marzoli e che è stato all’opposizione dell’attuale maggioranza. Una ottava lista civica potrebbe uscire allo scoperto in settimana.

GLI AVVERSARI - «Arriviamo ultimi nell’ufficializzazione delle candidature», sottolinea Legnini, «ma saremo i primi nella definizione di liste e programmi che abbiamo preparato, anche se vogliamo ulteriormente completarli nel confronto con i cittadini». Una battuta anche per gli avversari politici: rispondendo alle domande dei giornalisti, il candidato sindaco ci ha tenuto a precisare che per lui i «veri avversari sono i problemi della città e non gli altri candidati, molti dei quali conosco bene e stimo. Sarà una campagna elettorale all’attacco, ma sui temi e sui progetti. Ho tre parole d’ordine per la Chieti del futuro: una città inclusiva, sicura e sostenibile». Il candidato sindaco indica anche tre tra le emergenze che più gli stanno a cuore: il dissesto dei conti, con la pressione fiscale al livello massimo, quello idrogeologico del territorio e quello della macchina comunale con le forze dimezzate.

«È stato fatto tanto, ma c’è ancora molto da lavorare. Mi tremano un po’ i polsi», confessa, «ma sono abituato ad affrontare le emergenze e a rilanciare i territori», dice facendo riferimento agli incarichi di commissario governativo post sisma, sia per le regioni del Centro Italia che per Ischia. Alla fine spiega anche perché la presentazione della candidatura è avvenuta solo ora: «Innanzitutto perché in questi giorni abbiamo preferito dedicare le energie ad affrontare l’emergenza maltempo e poi anche perché ho dovuto affrontare un problema di salute: a febbraio, quando la coalizione mi chiese la candidatura a sindaco, ho dovuto programmare un intervento chirurgico, eseguito ai primi di marzo. La mia ripresa è piena, ma volevo essere certo di avere le energie sufficienti per affrontare la campagna elettorale e dopo per governare la città. E le energie sono abbondanti», conclude tra gli applausi.

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