L’intervista. Sospiri: «A Chieti serviva unità. Avrei puntato su Colantonio»

Sulle elezioni parla Lorenzo Sospiri: «Sicari rimane un ottimo candidato e un amico». Sul ballottaggio: «Se ci ricompattiamo, vinciamo». Gileno (Gd): «Sarà Legnini a diventare sindaco»
CHIETI
Un rammarico del centrodestra in queste elezioni? «Non esserci presentati insieme a Chieti e Avezzano». Perché? «A Chieti avremmo vinto al primo turno, ad Avezzano avremmo evitato una brutta figura». Per sfidare a Chieti il centrosinistra di Giovanni Legnini il centrodestra unito avrebbe dovuto puntare su Cristiano Sicari, di FI e FdI, o su Mario Colantonio, che ha corso da solo per la Lega? «Io avrei puntato su Colantonio». È questo il primo bilancio delle amministrative che il presidente del consiglio regionale e uomo forte di FI in Abruzzo, Lorenzo Sospiri, affida alle telecamere di Zoom-storie del nostro tempo, in onda stasera alle 23 su Rete8.
È un bilancio, quello dell’azzurro, che sorprende per l’autocritica verso il suo schieramento. A partire dalla valutazione dell’«errore» di dividersi ad Avezzano. La causa, assicura Sospiri, della divisione che poi si è ripetuta anche a Chieti. E ha fatto male. «È avvenuta in assenza di differenze sostanziali nel programma» spiega. «Sicari è un ottimo candidato e un amico, ma io avrei fatto scelte diverse. Colantonio ha fatto un grande risultato, è molto radicato in città». Ora che i giochi sono fatti, è tempo di pensare al secondo turno in programma il 7 e l’8 giugno. «L’accordo nel centrodestra va trovato il prima possibile e sono sicuro che si farà. Ora inizia una nuova campagna elettorale: la partita è apertissima». Il campo progressista si presenta forte del 47% preso da Legnini al primo turno: un ottimo risultato, ma che non è bastato ad assicurarsi la vittoria. Anzi, per Sospiri «il fatto che la maggioranza dei cittadini non abbia voluto confermare al primo turno il centrosinistra, che già governa la città, aumenta la convinzione che possiamo vincere».
Come spesso accade in politica, però, gli stessi numeri danno diversi risultati. Per Saverio Gileno, segretario regionale dei Giovani democratici, il 47% ottenuto a Chieti «è un risultato storico, perché il centrosinistra non aveva mai preso così tanto al primo turno qui». Non c’è delusione per aver perso la chance di chiudere al primo turno contro il centrodestra spaccato in due? «La speranza c’era, ma siamo convinti di aver fatto un gran lavoro negli scorsi mesi che ci è stato riconosciuto con questa percentuale di voti molto alta. Ora vediamo che succederà: sarà Legnini contro Sicari. Noi siamo sicuri di vincere», risponde Gileno.
Certo è che, a due mesi di distanza dal referendum che ha bocciato la riforma costituzionale della magistratura del governo Meloni, in tanti a sinistra si aspettavano un risultato diverso da queste elezioni. Il caso emblematico è quello di Venezia. La partita sembrava apertissima e la stessa Elly Schlein aveva puntato sulla città lagunare come simbolo del «vento di cambiamento» nel Paese. Il risultato delle urne, però, ha raccontato altro. A vincere, in maniera netta, è stato il giovane Simone Venturini, l’ex assessore di 38 anni su cui il centrodestra ha scelto di puntare per la città più importante tra quelle chiamate al voto. E a proposito di giovani, la mancata mobilitazione delle nuove generazioni sembra rappresentare la misura della distanza rispetto al voto referendario. Non la pensa così Gileno, che vede in maniera positiva il ruolo delle nuove generazioni in questa tornata. Soprattutto nelle candidature: «Basta pensare alle preferenze raccolte dai ragazzi e dalle ragazze dei Giovani democratici. Il più votato ad Enna è stato il segretario dei Gd Sicilia. A Chieti, con 248 voti, la nostra Aurora Bruno è stata l’under più votata al primo turno». L’ampia partecipazione giovanile, aggiunge il segretario dei Gd, si vede anche nei piccoli comuni d’Abruzzo, «dove abbiamo visto tanti ragazzi e ragazze candidarsi al consiglio comunale e in alcuni casi vincere, come nel caso di Aurora Tarulli che ad appena 27 anni è stata eletta sindaca ad Anversa degli Abruzzi».
Per Sospiri, invece, la politica non è ancora riuscita a intercettare i più giovani. «Si sentono chiamati in causa quando si parla di lavoro o di Costituzione», dice, «mentre sono meno coinvolti da elezioni come queste amministrative». Ma è su di loro che, secondo l’azzurro, si giocano il futuro del Paese: «Chi riesce a riaccendere il fuoco dentro di loro vincerà le elezioni del 2027».
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