Elezioni, gli scrutatori? I nomi vanno sorteggiati

13 Febbraio 2015

CHIETI. Un sorteggio pubblico per selezionare gli scrutatori in vista delle prossime elezioni comunali. Giustizia sociale stampa dodicimila volantini e lancia una petizione popolare affinché sia...

CHIETI. Un sorteggio pubblico per selezionare gli scrutatori in vista delle prossime elezioni comunali. Giustizia sociale stampa dodicimila volantini e lancia una petizione popolare affinché sia introdotto il criterio della casualità nella nomina degli scrutatori. Un modo per impedire ogni possibile clientelismo a palazzo d’Achille e di seguire la strada già tracciata da molti Comuni italiani. «L’obiettivo è raccogliere almeno cinquecento firme che consegneremo di persona» annuncia Bruno Di Paolo, leader di Giustizia sociale «nelle mani del sindaco e del presidente del consiglio comunale. Non si sa perché a Chieti non si possano sorteggiare gli scrutatori». Che, ad oggi, vengono nominati direttamente dalla commissione elettorale composta dal sindaco e dai consiglieri comunali Ennio Marrone, Marco Di Paolo e Diego Costantini. O meglio, vige una sorta di accordo tra i partiti per la nomina di un paio di scrutatori per consigliere comunale con un maggior numero di nomi in mano, ovviamente, ai consiglieri di maggioranza. Un’abitudine sbagliata secondo Giustizia sociale che torna a chiedere il sorteggio per gli scrutatori sulla falsa riga di quanto richiesto, nei mesi scorsi, dal Meet’up Teate 5 Stelle e, in passato, da Rifondazione. Ma ai semplici buoni propositi, Giustizia sociale abbina un’iniziativa che promette di far discutere. «Abbiamo stampato dodicimila volantini che distribuiremo a tappeto in città. I cittadini saranno liberi di appoggiare, o meno, la nostra iniziativa che» spiega Di Paolo «si prefigge di cambiare una prassi ormai consolidata in Comune con l’intenzione di privilegiare i disoccupati, gli studenti non occupati e i giovani in cerca del primo lavoro». La petizione promossa da Giustizia sociale, precisano dal partito, non vuole essere un semplice spot elettorale. «Tutto ciò che facciamo, lo facciamo per far crescere la nostra città. Ora basta con la politica degli interessi personali. A Chieti si pensa ancora a cosa farà alle elezioni l’Udc mentre il capoluogo teatino» ammonisce Di Paolo «si sta spegnendo lentamente tra l’indifferenza generale dei nostri politici». (j.o.)

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