«Elezioni provinciali, non andate a votare»
Tavani e Sigismondi di Fratelli d’Italia: soltanto una legge costituzionale può abolire l’Ente
CHIETI. Un esercito di 1.155 elettori, tutti i consiglieri comunali e i sindaci in carica nei 104 Comuni della Provincia alla data del 7 settembre, domenica sarà chiamato al voto per eleggere la nuova amministrazione provinciale.
Che, riforme ministeriali alla mano, diventerà un ente di secondo livello con un presidente e dodici consiglieri provinciali da eleggere. Non esprimeranno la propria preferenza i cittadini. Per questo Antonio Tavani ed Etelwardo Sigismondi, rispettivamente portavoce provinciale e dirigente nazionale di Fratelli d’Italia-An, invitano gli amministratori locali a non votare domenica. Quando saranno aperti due seggi, dalle 8 del mattino alle 20, a palazzo di Provinci, in corso Marrucino, nel cuore della città
«La nostra Costituzione ha istituito le Province e dovrà essere una legge costituzionale a sopprimerle. Continuare a smontare pezzi interi di Italia e di welfare come si sta facendo, a colpi di decreti, di fiducie in Parlamento e di accordi tra “pochi e intimi” partiti» attaccano Tavani e Sigismondi «sta uccidendo la democrazia». Un invito chiaro a disertare le urne e a non concorrere ad una sfida elettorale che vedrà l’uno di fronte all’altro Mario Pupillo, sindaco di Lanciano e candidato presidente del centrosinistra con la lista “Provincia Unita Mario Pupillo”, e Nicola Scaricaciottoli, sindaco di Paglieta nonché candidato presidente della coalizione di centrodestra.
Che si presenta alle elezioni di domenica con due liste, “Insieme per il territorio” e “La Provincia che vogliamo”. I sondaggi della vigilia danno in netto vantaggio Pupillo grazie anche al voto ponderato. Ovvero ogni consigliere e sindaco votante avranno una forza in termini di punteggio variabile a seconda della grandezza del Comune di provenienza. Un qualcosa di inaccettabile per Fratelli d’Italia che, di conseguenza, non andrà a votare.
Al contempo lancia la provocazione di chiudere definitivamente le amminitrazioni provinciali, ormai depauperate di ogni risorsa e di ogni potere. «La Provincia di Chieti» denunciano Tavani e Sigismondi «ha chiuso il consuntivo con un largo disavanzo e coprirà il bilancio preventivo con la vendita di 5 milioni di euro di patrimonio immobiliare. Non votare è l’unica soluzione possibile per lanciare un messaggio forte al Governo e al Parlamento».
Jari Orsini
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