«Eliminare il maggior numero di cinghiali»

L’Ispra si pronuncia sul piano triennale di gestione delle riserve di Punta Aderci e Marina di Vasto
VASTO. «Incrementare catture e abbattimenti, assumendo come obiettivo permanente l’eliminazione di tutti gli individui presenti nel minor tempo possibile». L’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) dichiara guerra ai cinghiali e, pronunciandosi sul piano triennale di gestione e di controllo delle popolazioni nelle riserve naturali di Punta Aderci e Marina di Vasto, assume come criterio di riferimento il dato epidemiologico che ha visto in alcune regioni, come la Campania, la Calabria e la Lombardia, crescere in maniera esponenziale il numero di casi di peste suina. Così, mentre gli esperti dibattono e si dividono sulle soluzioni da adottare per il contenimento della popolazione di cinghiali, l’Ispra, pur condividendo il piano redatto dal biologo Fabio De Marinis incaricato dal Comune di Vasto, ritiene che si debbano adottare misure più drastiche per eliminare il maggior numero possibile di esemplari e per evitarne il ritorno. L’indicazione dell’istituto è quella di un forte contenimento degli ungulati presenti nelle aree protette.
Roberto Cocchi, responsabile dell’area pareri tecnici e strategie di conservazione e gestione del patrimonio faunistico nazionale dell’Ispra, invita «a prelevare prioritariamente giovani (animali con meno di un anno di vita) e femmine, poiché agire sulle classi portanti della dinamica di popolazione di questa specie permetterebbe di conseguire la diminuzione delle presenze in tempi più brevi, pur abbattendone di meno; utilizzare le nuove trappole mobili a rete, attualmente impiegate in diverse realtà italiane, che essendo particolarmente maneggevoli e facili da spostare, permetterebbero la cattura anche in aree normalmente non gestibili attraverso i tradizionali chiusini». Le misure consigliate dal responsabile dell’Ispra devono essere volte anche «a scoraggiare il ritorno dei cinghiali nell’area, individuando i siti di passaggio, probabilmente le aste fluviali, e ove possibile apponendo specifiche recinzioni anche finalizzate a canalizzare i passaggi in punti dove è più facile allestire catture o abbattimenti selettivi mirati». Viene consigliata infine una «adeguata attività di pulizia delle aree verdi pubbliche e private e dei margini stradali».
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