Emergenza idrica, rubinetti ancora a secco per 25mila cittadini

Chieti e provincia ancora senz’acqua. L’azienda comprensoriale acquedottistica è stata costretta a chiudere di nuovo i rubinetti di venti Comuni del Pescarese, sette del Teatino e uno del Teramano, a...
Chieti e provincia ancora senz’acqua. L’azienda comprensoriale acquedottistica è stata costretta a chiudere di nuovo i rubinetti di venti Comuni del Pescarese, sette del Teatino e uno del Teramano, a causa delle condizioni di criticità alle sorgenti. La pioggia caduta non è sufficiente a colmare il fabbisogno del territorio e l’Aca corre ai ripari. Le chiusure avvengono tutte in orario notturno, in modo da causare meno problemi possibile ai residenti: il flusso idrico viene interrotto dalle ore 22 alle 6. I centri del Teatino interessati sono: Chieti, Casalincontrada, Francavilla al Mare, Miglianico, Pretoro, Rapino e San Giovanni Teatino.
Per quanto riguarda Chieti, la sospensione interesserà 25mila residenti di Chieti alta, del Tricalle, di Filippone, di Colle Marconi, di Levante e di Madonna del Freddo. L’acqua andrà via dalle 22 di martedì prossimo alle 6 di mercoledì, dopo che anche la notte appena passata è stata a secco. Ma se per queste zone le chiusure notturne sono un’eccezione, la vera emergenza idrica è quella che da anni soffre lo Scalo e che in questi giorni si avverte più forte che mai. Oltre alla chiusure notturne, il problema per molte zone della parte bassa della città, soprattutto nelle aree centrali, è anche di giorno, a causa dell’abbassamento della pressione idrica. I piani alti delle palazzine restano spesso completamente senz’acqua per ore anche di giorno. Per tamponare l’emergenza il Comune, dopo l’incontro con i due residenti scalini Elda Capriotti e Gianluca Squicciarini e con gli studenti di un istituto superiore scalino, ha deciso di inviare le autobotti. Si è rivolto all’associazione di protezione civile Valtrigno, che ha mezzi attrezzati per il servizio.
Il problema, però, è che non c’è una mappa delle zone senz’acqua. Chi rimane a secco, infatti, sono i palazzi senza autoclave e al momento non si riesce a sapere quale condominio ne è dotato e quale no. Capriotti, che risiede in un condominio di 172 famiglie in via Pansa, è riuscita a far arrivare l’autobotte sotto il suo palazzo. Ma per gli altri è ancora un problema. (a.i.)
Per quanto riguarda Chieti, la sospensione interesserà 25mila residenti di Chieti alta, del Tricalle, di Filippone, di Colle Marconi, di Levante e di Madonna del Freddo. L’acqua andrà via dalle 22 di martedì prossimo alle 6 di mercoledì, dopo che anche la notte appena passata è stata a secco. Ma se per queste zone le chiusure notturne sono un’eccezione, la vera emergenza idrica è quella che da anni soffre lo Scalo e che in questi giorni si avverte più forte che mai. Oltre alla chiusure notturne, il problema per molte zone della parte bassa della città, soprattutto nelle aree centrali, è anche di giorno, a causa dell’abbassamento della pressione idrica. I piani alti delle palazzine restano spesso completamente senz’acqua per ore anche di giorno. Per tamponare l’emergenza il Comune, dopo l’incontro con i due residenti scalini Elda Capriotti e Gianluca Squicciarini e con gli studenti di un istituto superiore scalino, ha deciso di inviare le autobotti. Si è rivolto all’associazione di protezione civile Valtrigno, che ha mezzi attrezzati per il servizio.
Il problema, però, è che non c’è una mappa delle zone senz’acqua. Chi rimane a secco, infatti, sono i palazzi senza autoclave e al momento non si riesce a sapere quale condominio ne è dotato e quale no. Capriotti, che risiede in un condominio di 172 famiglie in via Pansa, è riuscita a far arrivare l’autobotte sotto il suo palazzo. Ma per gli altri è ancora un problema. (a.i.)

