Energia dalle centrali idroelettriche 13 Comuni: «A noi fondi e decisioni»

22 Marzo 2022

BOMBA. L’associazione dei comuni del Sangro Aventino, portatori di interessi nella cosiddetta “grande derivazione” per uso idroelettrico Sant’Angelo, ha illustrato in una conferenza stampa le...

BOMBA. L’associazione dei comuni del Sangro Aventino, portatori di interessi nella cosiddetta “grande derivazione” per uso idroelettrico Sant’Angelo, ha illustrato in una conferenza stampa le proposte di emendamenti al progetto di legge “Disciplina modalità di assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche d’acqua a uso idroelettrico” che è in discussione, in questi giorni, alla seconda commissione della Regione Abruzzo. La legislazione stabilisce che la proprietà delle “grandi derivazioni” per uso idroelettrico è della Regione e che ciascuna Regione deve dotarsi di una legge per decidere modalità e criteri per l’assegnazione delle concessioni scadute. Il termine per l’approvazione della legge regionale era fissato al 31 ottobre scorso.
«Per contribuire alla stesura di questa importante legge regionale, 13 comuni dell’associazione», afferma Massimo Colonna, presidente del sodalizioche ha sede a Bomba, «hanno presentato nei primi mesi del 2021, approvando analoga delibera di consiglio comunale, ai sensi dall’articolo 31 dello statuto della regione Abruzzo, un proprio progetto di legge. Dopo aver fortemente sollecitato l’approvazione della legge, riscontrando l’interesse e la collaborazione dell’assessore Nicola Campitelli e del presidente Marco Marsilio, lo scorso 4 marzo l’associazione ha partecipato in audizione ai lavori sul tema della seconda commissione. In quella occasione abbiamo constatato che il progetto di legge presentato dai nostri Comuni non è pervenuto alla suddetta commissione».
Ieri è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti al progetto di legge. «Gli emendamenti da noi proposti hanno l’obiettivo di favorire la partecipazione del territorio nella definizione dei bandi per i rinnovi delle concessioni. Per questo verranno sollecitate tutte le forze politiche affinché se ne facciano portavoce. I paesi montani e interni che ospitano grandi impianti idroelettrici», conclude Colonna, «conoscono dalla loro storia gli impatti ambientali, economici e sociali causati dalla loro presenza. In questo periodo di profonda crisi energetica vogliamo continuare a dare il nostro contributo, ma chiediamo di partecipare alle decisioni sulle modalità di gestione degli impianti e pretendiamo che una parte importante degli introiti resti sul territorio». (m.d.n.)
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