«Ennesima batosta, adesso basta»

Protesta Confartigianato, Giangiulli: settore penalizzato. Confesercenti: più controlli
CHIETI. I gestori dei locali non hanno preso affatto bene la notizia della chiusura anticipata. «Questa categoria è stata tra le più penalizzate dall’emergenza pandemica», dice il direttore provinciale di Confartigianato Daniele Giangiulli, «e ora è costretta a subire l’ennesima batosta anche dal Comune». Anche a Marina De Marco, presidente di Confesercenti Chieti, l’ordinanza che il Comune si appresta a varare non piace, sebbene lei, da residente allo Scalo, conosca bene il problema della movida che diventa incivile e violenta: «Se non si aumentano i controlli, la chiusura anticipata non serve a nulla», dice, «arrivati a una certa ora, questa parte della città diventa il Bronx, e non serve “punire” i locali che hanno già un servizio d’ordine e tengono sotto controllo la loro clientela. A parte la musica eccessiva, gli episodi di violenza sono avvenuti dopo l’orario di chiusura dei locali». Insomma, secondo De Marco l’ordinanza comunale è carente e perciò non coglie l’obiettivo di sicurezza per cui è stata pensata: «Bisognerebbe, invece, almeno chiedersi chi vende gli alcolici dopo la chiusura dei locali», conclude la presidente.
Intanto l’amministrazione comunale, con il sindaco Diego Ferrara e l’assessore al commercio Manuel Pantalone, incontra oggi i gestori dei locali del centro storico, dopo aver già incontrato quelli della parte bassa della città. Le risse si sono verificate tutte allo Scalo, quindi i gestori del centro storico non avvertono affatto il problema della movida violenta.
«Prima il Covid, poi le chiusure dell’acqua e ora anche la chiusura anticipata», dice Niki Sprecacenere, titolare dello Sprecacè in centro storico, «non possiamo pagare sempre noi il prezzo dell’incapacità e dell’inciviltà altrui». (a.i.)

