Enti della cultura ortonesi La giunta azzera i vertici

22 Febbraio 2018

Sciolti i sodalizi Palazzo Farnese, Teatro Tosti e Associazione manifestazioni  Ciampichetti: vogliamo un progetto che rafforzi e migliori l’offerta sul territorio 

ORTONA. Stop agli enti: cultura e manifestazioni saranno gestiti in maniera diversa. Sono stati revocati attraverso una delibera i tre enti – Palazzo Farnese, Teatro Tosti e Manifestazioni ortonesi – che l’ex primo cittadino Vincenzo D’Ottavio aveva voluto appena dopo la sua ascesa a Palazzo di città nel 2012. Era il settembre di sei anni fa quando con tre delibere di consiglio comunale nascevano questi sodalizi composti da volontari che, una volta presentata la propria candidatura, venivano scelti dal consiglio comunale. Un percorso travagliato quello dei tre stessi enti, che non hanno avuto di certo vita facile e attorno ai quali non sono mancate polemiche nel corso degli anni.
«La loro storia», ha sottolineato l’assessore alla Cultura Valentina Ciampichetti, «con le dimissioni a catena dei componenti dei rispettivi consigli d’amministrazione ha messo in luce tutte le criticità di questo modello di gestione, di fatto mai attuato dalla passata amministrazione». L’ente teatro, ad esempio, ha vissuto momenti particolarmente difficili: i più attenti ricorderanno le dimissioni del suo ultimo componente, con il solo presidente Tommaso Vitale che rimase in carica. Diversa è stata la situazione che ha riguardato l’Istituzione Palazzo Farnese, la quale ha avuto comunque un ruolo attivo nel corso degli ultimi cinque anni, lavorando all’organizzazione e riuscita di diversi eventi. Ad ogni modo il percorso dell’Istituzione Palazzo Farnese, dell’Ente Teatro e dell’Ente manifestazioni ortonesi è stato travagliato e ricco di una scia di polemiche. Ecco ad esempio cosa dichiarava nel 2014 l’allora consigliere comunale Patrizio Marino: «Propongo a tutti i cittadini ortonesi che si sono messi a disposizione per la costituzione dei tre enti di rassegnare da subito le dimissioni. La loro disponibilità non è gradita all’amministrazione, che dopo aver sbandierato come una svolta epocale la costituzione dei tre enti, dimostra chiaramente di non crederci».
Parole che esplicitava criticando il modo dell’amministrazione stessa di gestire quanto aveva istituito. Ora però si volta pagina e la revoca voluta da Castiglione e la sua squadra «è sostanziata dai fatti e da una progettualità differente che vogliamo proporre», conclude Ciampichetti, «puntando su un sistema culturale-museale della città che intende rafforzare e migliorare l’offerta valorizzando le disponibilità sia in termini di capacità umane che risorse finanziarie».
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