«Entrarono, ma i tedeschi non c’erano più»

Le reazioni: Grifone dell’Anpi contesta il riconoscimento, Di Primio ribatte: polemiche vergognose
CHIETI. «C’è un comitato tecnico, istituito dalla prefettura, che ha lavorato alacremente per ricostruire la storia e ricordare al meglio il settantesimo anniversario della liberazione della città dal nazifascismo. Le polemiche dell’opposizione sono davvero vergognose». Il sindaco Di Primio attacca, ma fuori dal consiglio comunale, Aldo Grifone, presidente dell’Anpi, ribatte. «A Chieti parole come partigiani e resistenza sono un tabù. Ma quando i paracadutisti della Nembo sono entrati in città» sostiene Grifone «i tedeschi erano già quasi tutti andati via». Pareri contrastanti dietro le quinte del teatro Marrucino dove, ieri mattina, non sono mancate le polemiche a margine del consiglio comunale solenne convocato per conferire la cittadinanza onoraria al 183° Reggimento paracadutisti Nembo. I malumori sono nati tutti intorno all’omissione delle parole partigiani e resistenza nella delibera preparata dall’amministrazione comunale e poi approvata all’unanimità dal consiglio.
«L’onorificenza consegnata dal Comune è giustissima. Sarebbe stato meglio però» obietta Filippo Di Giovanni, segretario cittadino del Pd «che negli atti ufficiali che rimarranno nella memoria di questa città fossero presenti le parole partigiani e resistenza».
Dello stesso avviso Grifone, presidente dell’Associazione nazionale partigiani (Anpi) di Chieti. «La questione è sempre la stessa e si ripete dopo il 25 aprile quando il Comune, nei manifesti che annunciavano le manifestazioni cittadine programmate in onore della Liberazione, omise volontariamente» tuona Grifone «i termini partigiani e resistenza. Peccato che le documentazioni storiche dicano esattamente il contrario.” Poi nel merito della cittadinanza onoraria conferita ai paracadutisti della Nembo e del lavoro certosino portato avanti dal comitato provinciale per la valorizzazione della Repubblica istituito dalla prefettura, Grifone è lapidario. «I paracadutisti sono entrati in una città dove, in pratica, i tedeschi non c’erano più. Per il resto il comitato si è reso protagonista di molte iniziative lodevoli» precisa Grifone «malgrado ci siano state, in alcuni casi, rivisitazioni storiche forse un po’ troppo militari».
Il primo cittadino Di Primio è una furia. «Oggi (ieri ndc) diamo un tributo di riconoscenza ai paracadutisti della Nembo. Non c’è niente di politico in una giornata simile e nessuno nega il ruolo dei partigiani eppure» lamenta il sindaco «il Pd non ha perso occasione per polemizzare a riprova di quanto sia basso il livello dell’opposizione al Comune di Chieti». Toni distesi, invece, per il generale Leonardo Prizzi, già comandante del comando militare esercito “Abruzzo” nonché autore di apprezzate ricerche di carattere storico-militare. «Chiudiamo un percorso fantastico con Chieti che dice un grande grazie» afferma Prizzi «ai paracadutisti della Nembo che l’hanno liberata dai tedeschi».
Jari Orsini
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