«Era il figlio che tutti vorremmo»

Santoro, patron del Casalbordino calcio: siamo vicini alla famiglia, grandi lavoratori
CASALBORDINO. Contrada Miracoli, ma non solo, piange Andrea Santini, 25 anni. Il giovane abitava con la famiglia alle spalle del santuario della Madonna dei Miracoli. Quando ieri pomeriggio, poco dopo le 17, in paese è arrivata la notizia della sua morte, l’intera comunità parrocchiale si è stretta ai genitori.
«Andrea Santini era un giovane a cui tutti volevano bene», dice il sindaco Filippo Marinucci. «Nonostante la giovane età lavorava nell’azienda di famiglia. Era un giovane molto riservato e attaccato alla sua famiglia. Non riesco ad immaginare il dolore che provano in questo momento i suoi genitori», dice Marinucci.
«Non è giusto, non doveva succedere. Perché Andrea?», piange un’anziana che abita non lontano dalla famiglia Santini. Domande a cui è impossibile rispondere. «Riservato ed educato»: così Andrea viene descritto da Alessandro Santoro, consigliere comunale e patron dell'Apd Casalbordino. «Andrea era il classico bravo ragazzo. Il figlio che tutti vorremmo», dice. «Il destino è stato davvero crudele. Sono davvero dispiaciuto ma, soprattutto, voglio esprimere le più sentite condoglianze alla famiglia. Persone umili e perbene. Grandi lavoratori. E Andrea aveva ereditato questo dai genitori, la serietà e l’umiltà. Mancherà a tutti», dice Santoro. «Oggi nella piazza di Casalbordino nessuno ha voglia di sorridere».
L'intero paese ma, sopratutto, la comunità dei MIracoli aspetta ora il ritorno del feretro da Pescara per rendergli omaggio.
A Casalbordino, ma anche a Pollutri, dove spesso Andrea andava, sono diversi i gruppi di giovani che vogliono stringersi ai genitori per cercare di rendere meno doloroso questo momento. (p.c.)
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