Eroina nascosta in auto e a casa, arrestati

12 Luglio 2019

Finiscono in carcere un giovane di Bari e un albanese: sequestrati oltre tre chili di droga. Ora al setaccio 5 smartphone

CHIETI. Nascondevano quasi tre chili e mezzo di eroina per un valore di 150mila euro. I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Chieti hanno arrestato per spaccio di droga Giulio Bacani, 23 anni di Bari, e Altin Matev, 34 anni, nato in Albania e domiciliato nel capoluogo teatino. Il blitz è scattato in collaborazione con la squadra di intervento operativo dell’ottavo reggimento carabinieri Lazio, in servizio in tutto il Chietino per un controllo straordinario del territorio. Adesso le indagini vanno avanti: dettagli utili potrebbero emergere dall’analisi dei cellulari sequestrati dai militari dell’Arma.
È mercoledì sera quando i due uomini transitano in via Ettore Ianni, vicino al cimitero, a bordo di una Ford Focus. L’auto viene fermata dagli investigatori e, nel corso della successiva perquisizione, spuntano 5 panetti di eroina che pesano mezzo chilo ciascuno. A quel punto, i carabinieri decidono di controllare anche l’appartamento, a pochi chilometri di distanza, in cui vive Matev. L’ipotesi è che possa detenere anche altro stupefacente. E i sospetti si dimostrano fondati: l’albanese custodisce in casa un altro panetto di eroina, sempre da mezzo chilo, e tre involucri che contengono 364 grammi della stessa droga. Inoltre vengono sequestrati una pressa per confezionare lo stupefacente, un bilancino di precisione e 880 euro, probabilmente provento dello spaccio. Secondo l’accusa, quindi, in quell’abitazione è stato allestito una sorta di laboratorio della droga. Bacani e Matev, su disposizione del pm di turno Lucia Anna Campo, finiscono nel carcere di Madonna del Freddo: durante l’udienza di convalida dell’arresto, che verrà fissata oggi, potrebbero fornire la loro versione dei fatti. La partita di droga sequestrata, stando a una prima stima dei carabinieri, avrebbe fruttato un guadagno di circa 150 mila euro.
Ora gli accertamenti dell’Arma puntano a individuare a chi fossero destinati gli oltre tre chili di eroina. E l’attenzione è rivolta soprattutto ai 5 smartphone trovati in possesso degli indagati: è scontato che quei telefonini saranno passati al setaccio. Chiamate, rubriche, messaggi di Whatsapp e Messenger potrebbero indicare agli investigatori come proseguire gli approfondimenti.
Continua dunque la lotta allo spaccio che vede in prima linea i carabinieri del comando provinciale. Qualche settimana fa, gli investigatori avevano fermato un uomo spagnolo di 33 anni che nascondeva nel suo zainetto 3.600 dosi di ecstasy. La droga era probabilmente destinata a un rave party in programma a Chieti Scalo in quei giorni. Secondo il giudice che ha convalidato l’arresto, «è altamente probabile che l’indagato sia giunto in Italia solo per trasportare lo stupefacente. È ravvisabile l’estremo della pericolosità sociale: c’è un’alta probabilità che l’arrestato si sia potuto assicurare nel mercato (della droga, ndr) un ruolo non secondario».
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