Errori nelle tariffe rifiuti «Chi ha sbagliato paghi»

5 Giugno 2017

Nuova Lanciano punta il dito contro il Comune: non si può gravare sui cittadini Aumenti in media di 120 euro per negozi e studi, qualcuno tenta il ricorso

LANCIANO. L’indirizzo politico di applicare un aumento medio del 3% a tutte le utenze e l’errore tecnico, in fase di elaborazione delle tariffe, che ha portato alla stangata per 1.746 attività commerciali e professionali. In media 120 euro circa in più rispetto alla tariffa attesa, con incrementi delle aliquote che si discostano anche del 12-17% dalle indicazioni dell’amministrazione. È il pasticcio della Tari, la tassa sui rifiuti, ammesso dalla stessa amministrazione e che adesso ricadrà sugli utenti. Delle 1.981 non domestiche, ben 1.746 sono destinatarie di tariffe sballate. Si tratta di parrucchieri, uffici, banche, negozi, ristoranti, pizzerie, bar, pub, fruttivendoli, supermercati, categorie già in difficoltà. Delle riduzioni hanno beneficiato le utenze domestiche (13.765 in totale), mentre la differenza -i costi del servizio di igiene urbana vanno ripartiti tra tutte le categorie- è stata riversata su attività commerciali e professionali. Il dramma è che le cartelle formalmente sono corrette e, secondo la stessa amministrazione, non impugnabili. Qualcuno, però, ci proverà a ricorrere al giudice tributario.
«Il Comune farebbe bene ad annullare in autotutela gli avvisi errati», sostiene il tributarista Francesco Paolo D’Orsogna, che ha curato numerosi ricorsi per i rincari illegittimi dell’anno scorso, «per evitare ricorsi contro importi non dovuti considerevoli». Se l’aumento medio, infatti, è di 120 euro, ci sono categorie che hanno visto, in un anno, lievitare la tariffa di diverse centinaia di euro. «Il pasticcio, se di pasticcio si può parlare, è di una gravità assoluta: è doveroso che chi abbia la responsabilità politica e amministrativa della città ne tragga immediatamente le dovute conseguenze», affermano i consiglieri di Nuova Lanciano, Paolo Bomba e Angelo Palmieri, «non è possibile che i cittadini, soprattutto in momenti di crisi come questi, paghino per gli errori commessi da chi li amministra. Nuova Lanciano, che da tempo punta l’indice verso il pressapochismo e la superficialità con cui vengono affrontati i numerosi problemi della città, vista anche la gravità della situazione, chiede che chi ha sbagliato faccia mea culpa e abbandoni il governo della città».
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