Escursionista ferito, la gamba è salva

17 Maggio 2019

Delicato intervento per il 53enne: era rimasto bloccato 20 ore in un dirupo a Pennapiedimonte

CHIETI. Per tornare a camminare come prima dovranno passare mesi, ma intanto i medici gli hanno assicurato che la gamba è salva. Giuseppe Celli, 53 anni di Roma, rimasto ferito l’11 maggio durante un’escursione nel parco della Maiella, mentre faceva torrentismo nella forra (un canyon percorso dall’acqua) dell’Avello, è arrivato al Santissima Annunziata all’1 e mezza della notte del 13. Ha dovuto aspettare 20 ore prima di essere soccorso. Ci sono voluti oltre 60 uomini del Corpo nazionale del soccorso alpino per raggiungere l’accompagnatore del Cai di Roma, la cui gamba destra era rimasta schiacciata contro un masso nel torrente. Un soccorso reso particolarmente difficile dal maltempo e dai 400 metri di altezza delle pareti verticali di roccia che i soccorritori hanno dovuto percorrere. Arrivato in ospedale rischiava di perdere la gamba. È stato subito preso in cura dallo staff del reparto di Ortopedia diretto da Roberto Buda. Martedì scorso l’escursionista è stato sottoposto a un delicato intervento di stabilizzazione della frattura alla gamba portato a termine dal chirurgo ortopedico Fabrizio Fascione insieme agli specializzandi Di Carlo e Rera. L’intervento, con fissatore esterno circolare perché le condizioni della cute e l’ischemia dell’arto impedivano di mettere placche o altri mezzi di sintesi, è riuscito bene e già ieri la gamba stava riprendendo una buona vascolarizzazione. «Possiamo dire che l’arto è salvo», dice Fascione, «anche se probabilmente saranno necessari altri interventi. Il programma è di dimetterlo non appena le condizioni generali migliorano e inviarlo a fare la camera iperbarica». (a.i.)