Espianto di reni e cornee Non succedeva da 10 anni

Sono andati a quattro malati gli organi di un 65enne fatti donare dalla famiglia L’anestesista: ottimo lavoro dell’équipe medica per un atto di generosità
LANCIANO. Ci sono almeno quattro persone che torneranno a sorridere alla vita. E questo grazie alla generosità della famiglia di un uomo di 65 anni morto ieri nell’ospedale Renzetti. La donna, nonostante il dolore per la tragedia familiare, ha acconsentito affinchè l’équipe di Anestesiologia e rianimazione e un chirurgo del Renzetti coordinati dal Centro trapianti dell’Aquila e dal coordinatore locale Fabrizio Fumarola procedessero con il prelievo delle cornee e dei reni dell’uomo. Organi che potranno essere impianti, anche separatamente, ad almeno quattro malati.
Un avvenimento per i malati in attesa della donazione che potranno tornare a sperare in una vita migliore e per il presidio frentano visto che non si procedeva da più di un decennio a un prelievo multi organo. Lo scorso anno, invece, era stato fatto un prelievo di cornee.
Gli accertamenti sul donatore e l’espianto dei reni e delle cornee è iniziato sabato alle 13, quando all’uomo, 65enne ricoverato in Rianimazione a Lanciano in condizioni gravissime, il responsabile del reparto, Donato Giordano, al termine di una serie di esami diagnostici, ha constatato l’assenza di attività cerebrale, e dopo aver ricevuto dai famigliari il consenso alla donazione, ha avviato le procedure necessarie per procedere all’espianto, in collaborazione con il coordinatore dei prelievi, Fabrizio Fumarola. Gli interventi per l’espianto sono stati eseguiti da una equipe di Anestesiologia del Renzetti, i medici Rosalia Di Martino e Fabrizio Fumarola e dal chirurgo Severino Cericola, con la collaborazione di 4 infermieri di sala operatoria volontari, assieme ai medici dell’equipe dell’Aquila dove c’è il centro trapianti e dove sono stati portati reni e cornee. C’era anche un’equipe medica venuta da Bologna per l’espianto del fegato ma l’organo non è stato poi prelevato, perché gravemente compromesso. I primi organi ad essere prelevati sono stati i due reni, poi le cornee. Tutte le operazioni si sono concluse alle 11 di ieri. Quasi 24 ore di lavoro ma una soddisfazione enorme per i medici, per la generosa famiglia dell’uomo e soprattutto per le persone malate che se geneticamente compatibili riceveranno gli organi donati.
«In situazioni di questo genere è fondamentale il ruolo dei medici della Rianimazione», sottolinea Luigi Vitacolonna, direttore dell’Unità operativa di Anestesia e rianimazione dell’ospedale di Lanciano, «che devono assicurare al paziente le migliori condizioni per sopportare il prelievo. Un contributo importante è stato offerto anche dal personale della sala operatoria: insomma abbiamo fatto un lavoro di squadra per concretizzare un atto di generosità che darà una nuova speranza di vita ad altri malati».
Teresa Di Rocco
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