Espianto su una donna: donati cuore, reni e cornee

9 Giugno 2015

Aveva 66 anni, era del Vastese e stava in vacanza qui. Poi l’emorragia cerebrale Le sue volontà inserite nel testamento biologico. Organi all’Aquila e nel Lazio

LANCIANO. Espianto di organi durante la notte nell’ospedale di Lanciano da una donna di 66 anni deceduta per emorragia cerebrale: sono stati prelevati fegato, cuore, reni, cornee, polmoni. Allertato il Centro regionale dei trapianti che ha assegnato gli organi in diversi ospedali nazionali. «È stato un grande atto di amore» afferma il personale della Rianimazione dell’ospedale Renzetti.

La donna, originaria di un paese del vastese, era residente in Germania, dove la figlia è ricercatrice universitaria. La famiglia aveva deciso di passere un periodo di vacanza nella terra di origine: passeggiate all’aria aperta, qualche giorno al mare. Il destino ha però in serbo un altro cammino. La signora si sente male, accusa un forte mal di testa, un malore generale, la corsa in ospedale dove non ci vuole molto a diagnosticarle una grave emorragia cerebrale: nessuna cura è possibile, il corso della vita è segnato.

Alle 12 di ieri i medici accertano la morte cerebrale della paziente che è mantenuta in vita solo dalle macchine. I famigliari comunicano ai sanitari la volontà della loro congiunta: la donazione degli organi qualora si fossero presentate le condizioni per farlo. Tutto ciò non solo a parole, ma con un “testamento biologico” proprio per non lasciare ombra di dubbio sulla reale volontà. Alle 18 di ieri, dopo le sei ore necessarie dall’accertamento della morte cerebrale, così come prescrive la legge, si dà l’assenso per l’espianto. È iniziato un percorso che ha previsto l’arrivo al Renzetti di diverse équipe di chirurghi addetti ai singoli espianti, ritornati ai rispettivi ospedali con gli organi prelevati. Nel tardo pomeriggio di ieri alcuni pazienti - i reni sono andati all’Aquila, il fegato nel Lazio, per gli altri organi il Centro trapianti regionale stava valutando le diverse condizioni - che facevano parte delle lunghe file di attesa hanno ricevuto la sospirata telefonata: «Si prepari, il donatore è arrivato, siamo pronti per il trapianto».

A Lanciano non è stato un solo reparto ad adoperarsi, l’azione è stata collettiva: medici e infermieri della Rianimazione, sala operatoria, Neurologia, Radiologia, Cardiologia, Laboratorio analisi e Direzione sanitaria.

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