Esplode nella notte un altro bancomat

8 Ottobre 2017

Quarto colpo in provincia in 10 giorni. Bottino di 25mila euro. Appello alle istituzioni del primo cittadino: non lasciateci soli 

FARA FILIORUM PETRI. È l’ennesimo colpo-fotocopia. Ancora un bancomat fatto saltare in aria nella notte in provincia di Chieti. Questa volta è toccato a quello della filiale Ubi di Fara Filiorum Petri, in piazza Municipio, al centro del paese. È il quarto assalto in dieci giorni in piccoli centri della provincia. Il 27 settembre c’è stato il colpo al bancomat della Tercas a Poggiofiorito. Sabato 30 settembre è saltato in aria quello della filiale Ubi a Ripa Teatina, il giorno dopo quello della filiale Ubi a Miglianico e ora questo.
Alle ore 2.42 i residenti delle strette viuzze chiuse al transito intorno alla piazza dove c’è il Comune e la banca vengono svegliati da un boato. Una signora guarda subito l’orologio e si appunta l’ora. Un’altra signora si affaccia da una finestra al primo piano e capisce cosa sta succedendo. «Ladri, ladri!», urla dalla finestra e si vede puntare un fucile contro. «Vattene!», le urla il malvivente più di una volta e lei obbedisce terrorizzata. «Aveva un vocione profondo e dalla parlata non sembrava straniero. Ha detto poche parole, ma mi pareva un italiano, magari non abruzzese», racconta, «l’ho sentito dire agli altri di fare presto e poi più nulla». E infatti hanno fatto presto. Non ci hanno messo più di cinque minuti. Poi si sono dileguati a bordo di un’Audi Station grigia. Erano in tre ad agire, ma non è detto che in macchina non ce ne fosse un altro. I tre erano coperti da capo a piedi: passamontagna, guanti e abiti di colore nero. Dieci minuti dopo la loro partenza sono arrivati i carabinieri e la vigilanza privata della ditta Aquila che hanno chiamato i vigili del fuoco. «Il colpo è stato molto simile a quello messo a segno esattamente una settimana fa a Ripa Teatina», ha detto il comandante del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Chieti, tenente Maria Di Lena. «Hanno utilizzato l’ormai nota tecnica della marmotta che consiste nell’inserire dell’esplosivo all’interno del bancomat spingendolo con un arnese all’interno della fessura da dove vengono erogati i soldi». L’arnese (una sorta di piede di porco che però ha un’estremità a forma di T) è stato ritrovato vicino alla banca. L’esplosione ha provocato seri danni alla struttura. Ma già da ieri mattina gli addetti del Servizio tecnico interno erano al lavoro per assicurare la normale riapertura della filiale al lunedì. Pare che il bottino si aggiri sui 25mila euro, anche se il direttore di filiale ha detto di aver caricato il bancomat di un quarto in meno rispetto allo standard proprio a causa dell’allarme destato dai tanti colpi che si stanno ripetendo sul territorio. «Ringrazio le forze dell’ordine per quanto stanno facendo», dice il sindaco Camillo D’Onofrio, «ma occorre di più. Chiederò alla Prefettura un incontro per affrontare il problema. Affinché i piccoli centri non siano lasciati soli». Il municipio si trova proprio di fronte alla filiale della ex Carichieti. Ieri mattina è salito su dal primo cittadino anche l’ex sindaco Gemma De Ritis, che abita proprio sopra la banca e ha detto di appoggiare la richiesta di D’Onofrio alla prefettura. In piazza Municipio c’è anche un bar, la Caffetteria Dolce Vita, che ha chiuso mezz’ora prima dell’assalto, e, di fronte, l’ex caserma dei carabinieri. Ora rimasta vuota.