Esplode un ordigno, feriti due artificieri

Dipendenti dell’azienda Sabino di Casalbordino ricoverati in prognosi riservata. Uno è di San Salvo. Aperte due inchieste
VASTO. Non è in pericolo di vita ma è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Maggiore di Parma, R.F., 42 anni, nato a Vasto ma originario di San Salvo, il dipendente della Esplodenti Sabino di Casalbordino rimasto ferito ieri alle 7,45 in un’esplosione nello stabilimento militare di ripristino e recupero del munizionamento di Lavinia di Noceto, a pochi chilometri da Parma. L’uomo e un collega stavano imballando un ordigno. Le schegge hanno colpito R.F. alle braccia. Il collega di Napoli che era con lui è stato ferito al volto e a una coscia mentre un terzo artificiere è stato spinto dall’esplosione a diversi metri di distanza ma non ha riportato ferite. Sul posto sono subito intervenuti l’elicottero del 118 che ha trasferito i feriti in ospedale e i vigili del fuoco. Sull’incidente sono state aperte due inchieste, una della Procura di Verona e un’altra del ministero della Difesa.
La Esplodenti Sabino da oltre due anni ha in gestione uno dei capannoni dello stabilimento parmense dove vengono dismessi vecchi involucri contenenti esplosivo o armi. Il legale rappresentante della Esplodenti Sabino, Gianluca Salvatore, immediatamente avvisato dell’incidente, è partito per Parma. «Sono in attesa di poter parlare con i miei due operai per capire cosa è successo», ha dichiarato appena è arrivato a Noceto. «Sono meno preoccupato rispetto alle prime notizie perché l’operaio di San Salvo ha riportato delle fratture agli arti superiori non gravi, mentre l’altro una frattura alla gamba, che è stata subito ricomposta», ha detto Salvatore. E ancora. «È un incidente che può capitare durante la lavorazione. So che i due operai stavano lavorando dei residui bellici, in particolare dei blocchi di cemento che contengono munizioni che vengono liberate con un sistema di acqua ad alta pressione, per poi subire il trattamento di demilitarizzazione e bonifica. In passato erano destinati ad essere affondati in mare con tutti i rischi dell’inquinamento ambientale». Salvatore ha confermato che l’incidente sarebbe avvenuto durante la fase d’imballaggio delle munizioni recuperate. «Quel che conta è che i due operai stanno tutto sommato bene», ha ribadito. «Ora mi interessa sapere che non sono in pericolo di vita».
R.F è stato sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza. Il collega ha anche lesioni al volto: è in osservazione nel reparto Maxillo-facciale. La deflagrazione non ha comunque provocato incendi. L’Agenzia Industrie Difesa (Aid) ha annunciato l’avvio di un’inchiesta anche da parte della direzione dello stabilimento.
Paola Calvano
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