Esplosione alla villa dei Marrollo Un ordigno davanti al cancello

2 Ottobre 2021

Boato alle 5.20 a casa della famiglia dell’ex presidente di Confindustria, vicino al centro San Gabriele Danni all’ingresso e ad alcune vetrine di locali. Melone (Ordine avvocati): «La Procura non va chiusa» 

VASTO. Un boato seguito dal rumore di vetri infranti. Attentato in stile malavitoso nel quartiere residenziale della città, ieri mattina poco dopo le 5, per i residenti della zona di via Zanella. Una bomba carta è stata fatta esplodere alle 5.20 in via Murolo, davanti all'ingresso della villa della famiglia Marrollo, a pochi metri dalla sede degli uffici di alcune imprese del gruppo imprenditoriale che si occupa di costruzioni e materiali inerti. Il capostipite Riccardo Calogero è stato anche presidente di Confindustria Chieti.
Lo scoppio ha provocato danni anche a due appartamenti vicini e a diversi locali. La deflagrazione ha divelto il cancello metallico della villa che è ricaduto pesantemente sulla strada. Immediato l'intervento dei vigili del fuoco la cui caserma non è lontana da via Murolo. Insieme a loro sul posto sono arrivati i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile diretti dal tenente Vincenzo Renzi. Al momento dello scoppio diversi componenti la famiglia Marrollo dormivano nella villa. Grande lo spavento e lo sconcerto. «Un fulmine a ciel sereno. Un fatto inspiegabile», ha commentato Daniela Marrollo a nome della famiglia.
La strada è stata transennata per permettere agli investigatori di fare i rilievi. Sull'attentato indaga il sostituto procuratore Michele Pecoraro. Gli uomini della Scientifica hanno raccolto frammenti di materiale e ascoltato la testimonianza delle vittime e di altri residenti. Si cerca il movente. L'autore ha mirato a distruggere. Ma chi e perché? «Stiamo indagando a 360 gradi. Non è esclusa alcuna ipotesi», è stata la telegrafica risposta del tenente Renzi.
Nella zona non ci sono telecamere. Al momento dello scoppio, la strada era deserta e gli operatori ecologici erano già passati altrimenti le conseguenze avrebbero potuto essere tragiche. Grande lo sconcerto in città. «Spero che il ministro Marta Cartabia venga messa al corrente di quello che accade a Vasto e della necessità di avere la Procura», dice il sindaco Francesco Menna. «Quanto avvenuto», aggiunge l'avvocato Vittorio Melone presidente dell'Ordine forense, «rende evidente il crescendo di violenza e pericolosità nel territorio. La politica provi a ragionare con lungimiranza e a rendersi conto che questa parte dell'Abruzzo è a rischio così come ricordato dal presidente della Commissione antimafia, senatore Nicola Morra. Vasto non va privata della Procura».
Alla famiglia è andata la solidarietà della città. «Siamo sconcertati per un gesto che ferisce l'intera comunità imprenditoriale», afferma il direttore di AssoVasto Giuseppe La Rana. «Ci uniamo a una famiglia che si prodiga da sempre per aiutare gli altri», chiude Emma Columbro del Rotary. Anche Riccardo Alinovi a nome dell'associazione Codici condanna l'accaduto.
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