Esplosione mortale a Casalbordino, c’è la perizia: al via l’esame dei Ris sulle schegge

31 Agosto 2026

L’obiettivo è capire cosa ci fosse nella vasca che ha causato la morte dell’operaio Piscopo. Il legale della famiglia: «Passaggio importante. Siamo in attesa anche dei risultati dell’autopsia»

CASALBORDINO. Esplosione all’Arca Defense, al via la fase più delicata delle indagini. In programma questa mattina a Roma nei laboratori del Ris un esame tecnico irripetibile sulle schegge della vasca esplosa il 9 luglio a Casalbordino e costata la vita a Carlo Piscopo, 59 anni, capo reparto dell’azienda e il ferimento di un altro operaio. Fra le schegge anche quelle che hanno attinto mortalmente Piscopo. La perizia è necessaria per stabilire quali componenti fossero dentro la vasca che la vittima stava spostando, il loro grado di pericolosità e se il materiale fosse stato conservato correttamente. Il Ris carabinieri della capitale è uno dei reparti più noti dell’Arma.

Di fondamentale importanza nelle indagini, il suo ruolo è quello di portare avanti analisi tecnico-scientifiche per supportare le ricerche della polizia giudiziaria. Il reparto Investigazioni scientifiche, grazie alle sue analisi, fornirà prove scientifiche utili al sistema giudiziario per procedere con la risoluzione e la chiusura delle indagini. Il reparto di Roma è noto per avere risolto i casi più complessi a livello nazionale. «La relazione dei Ris nella vicenda di Casalbordino è un passaggio molto importante», rimarca il legale che assiste la famiglia Piscopo, l’avvocato Pompeo Del Re. La famiglia della vittima non ha nominato un proprio perito. «Ci affidiamo ai Ris. Siamo in attesa anche delle risultanze dell’autopsia, fiduciosi dell'operato della magistratura», fa sapere Del Re. L’autopsia compiuta sul corpo di Piscopo è stata eseguita l’11 luglio dal medico legale nominato dalla procura, Pietro Falco, alla presenza del consulente dell’Arca, Michelangelo Casalini di Milano.

Secondo quanto emerso dai primi rilievi investigativi, l’esplosione si sarebbe verificata durante le operazioni di bonifica della vasca collocata su una piazzola esterna allo stabilimento. Secondo l’ipotesi al vaglio degli investigatori, all’interno del contenitore erano rimasti residui di polvere pirica. La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo in concorso, aggravato dalla presunta violazione della normativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Sei gli indagati, fra loro vertici e responsabili della società che nel settembre 2025 ha rilevato la Esplodenti Sabino. Ad assistere gli indagati sono gli avvocati Andrea Puccio, Mariano Martone, Arnaldo Tascione, Augusto La Morgia e Giuseppe Tana. Il legale di Arca Defence Italy spa, l'avvocato Andrea Puccio, subito dopo la tragedia ha dichiarato la vicinanza dell’azienda alla famiglia Piscopo e l’intenzione di collaborare con l’autorità giudiziaria con estrema trasparenza per arrivare alla verità.

Arca Defense ha dichiarato più volte di essere a disposizione degli inquirenti e delle forze dell’ordine per fornire il massimo supporto alle indagini volte ad accertare le cause della “tragica fatalità”. La società ha inoltre espresso l’augurio di una perfetta guarigione per Gabriele Bracone, l’altro operaio rimasto ferito il giorno dell’esplosione. L’uomo sta bene ma l’incidente lo ha profondamente turbato. A Casalbordino a distanza di quasi due mesi dall’accaduto non si placa la rabbia. Del resto quella del 9 luglio è stata la terza esplosione per la ex polveriera e con Piscopo le vittime sono salite a 7. La famiglia di Piscopo è ancora molto provata. Il 59enne aveva una grande esperienza ed era molto prudente. Per questo la tragedia ha colpito ancora di più.

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