Fiamme nel deposito a Rocca San Giovanni, minacciata l’abitazione dell’assessore Caravaggio

Paura ieri pomeriggio in contrada San Giacomo. La causa del rogo è dovuta a un corto circuito
ROCCA SAN GIOVANNI. Un'altra giornata tragica sul fronte degli incendi quella di ieri, già caratterizzata da bollino rosso per via dell'ondata di calore con temperature elevate. Momenti di apprensione si sono registrati, nel pomeriggio, a Rocca San Giovanni, quando è divampato un rogo in contrada San Giacomo. Il fuoco è partito da una rimessa agricola adiacente all'abitazione di proprietà della famiglia dell'assessore comunale alla cultura Carmelita Caravaggio. Il rogo è scoppiato intorno alle 16.40, probabilmente a causa di un corto circuito, e ha avviluppato la struttura.
Nella proprietà si trovava il padre dell'assessore, impegnato a cogliere l'uva. Dal fabbricato in mattoni, utilizzato per conservare attrezzature agricole e altro materiale, si è presto alzata un'alta colonna di fumo nero e denso, risultata visibile anche da molto lontano. L'assessore Caravaggio in quel momento non era in casa, ma si stava occupando degli ultimi preparativi per la serata conclusiva dell'“Estate roccolana”, in programma ieri in largo Oberdan. Avvisata dal genitore, si è subito precipitata a casa, raggiunta anche dal sindaco Fabio Caravaggio che insieme alla polizia locale ha bloccato il traffico sulla strada principale per lasciare il varco per l'intervento dei vigili del fuoco.
A condurre le operazioni di spegnimento sono stati i vigili del fuoco di Lanciano, supportati dal Nucleo operativo volontari della sicurezza di Fossacesia, della San Filippo Neri di Lanciano e dalle unità della Protezione civile Valtrigno di Rocca San Giovanni. Sul posto anche i carabinieri di Fossacesia. L'intervento tempestivo e congiunto, di volontari e vigili del fuoco, ha evitato che le fiamme si propagassero alla vegetazione circostante. Limitati i danni all'abitazione, rimasta annerita in alcune parti, mentre la rimessa agricola è stata in gran parte danneggiata.
«Si è mossa anche la rete della solidarietà, con diversi agricoltori che con trattori e cisterne sono venuti a dare il loro contributo», racconta il primo cittadino al termine delle operazioni, «un bel gesto di comunità che dimostra quanto sia preziosa la collaborazione tra cittadini e soccorritori. La macchina dei soccorsi ha funzionato bene».
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