Esposto alla Forestale contro il crossodromo

Casoli, la Stazione ornitologica abruzzese: rumori incompatibili con la riserva, poi la pista già esisteva
CASOLI. Il crossodromo a Colle Barone non s’ha da fare: i rombi dei motori sono incompatibili con il sito d’interesse comunitario del lago di Serranella distante appena 500 metri. La Stazione ornitologica abruzzese (Soa) ha presentato osservazioni ed un esposto a vari enti, tra i quali la Forestale. L’intervento è attualmente sottoposto alla procedura di verifica di assoggettabilità a Via presso gli uffici regionali e il periodo per le osservazioni scade il prossimo 15 gennaio. Ma c’è dell’altro. «In realtà, consultando le foto aree ufficiali sul Portale cartografico nazionale -le ultime disponibili risalgono al 2012- abbiamo scoperto», afferma il presidente Soa, Augusto De Sanctis, «che la pista in quel momento già esisteva, mentre negli elaborati depositati alla Regione si parla di pista ancora da realizzare e non si parla di situazioni preesistenti. In una foto del 2016, tratta da Google map, le tracce dei percorsi sono meno visibili. Per questo l’associazione ha chiesto a tutti gli enti di verificare se tale intervento sia stato in qualche modo autorizzato in passato, almeno per il periodo di funzionamento». La Soa, inoltre, sottolinea che un crossodromo produce livelli di emissioni acustiche notevoli, tali da essere udibili a chilometri di distanza e, a meno di 500 metri dall’area su cui insiste il progetto, vi è il confine del Sicdel Lago di Serranella, istituito per preservare specie animali di valore conservazionistico internazionale, dal lupo al nibbio bruno, dalla lontra alla nitticora. «Abbiamo evidenziato», dicono dalla Soa, «la mancanza tra gli elaborati consegnati alla Regione dello studio di incidenza ambientale cui il progetto dovrebbe essere sottoposto. Infatti, pur essendo esterno al Sic, l’intervento, proprio a causa del rumore, può produrre gravi effetti in termini di disturbo degli animali all’interno dello stesso. Sul punto la normativa è chiara: qualsiasi intervento che anche indirettamente può provocare impatti nel Sic deve essere sottoposto a Via». L’area oggetto dell’intervento è, tra l’altro, a rischio elevato dal punto di vista idrogeologico e sovrasta una strada. «È vero che la pista sarebbe in terra battuta, ma è noto che la compattazione del suolo connessa alla costruzione dell’impianto comprometterebbe il normale regime delle acque in un sito molto fragile».
Matteo Del Nobile
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