Espropri mai pagati «Aspetto da 50 anni»

La denuncia dei proprietari di un lotto dove ora passa l’asse attrezzato L’annuncio del presidente D’Alfonso: 10 milioni per saldare i debiti
CHIETI. Da quasi cinquant’anni aspetta di poter avere i soldi del terreno espropriato per permettere la realizzazione dell’asse attrezzato Chieti Pescara. Un’attesa vana, costellata da puntuali richieste senza esito, spesso sballottate da un ente all’altro, nonostante il regolare contratto che attestava che quel terreno valeva 10 milioni di vecchie lire.
La proprietaria, la teatina Licia Minnucci, è arrivata alla morte con questo cruccio. Con quei soldi aveva già programmato di portare a termine tanti progetti, che per lei non si sono mai avverati.
L’incartamento adesso è in mano alla nuora, la teatina Anna Maria Leva. Anche lei ha ripreso a rifare la trafila della suocera, ma in più ci ha messo di mezzo anche un avvocato che è subito riuscito ad ottenere un decreto ingiuntivo. Ma anche di fronte a questa misura estrema non la famiglia non è ancora riuscita a vedere un centesimo.
«Mi suocera ci piangeva ogni volta che le rispondevano che i soldi non c’erano», racconta la signora Leva. «Abbiamo iniziato a chiedere i soldi prima di tutto al Consorzio industriale. Poi, però, per un periodo ci avevano detto che dovevano indirizzare le richieste all’Anas. Poi però ancora al Consorzio industriale che era sempre senza risorse economiche e sembrava stesse lì lì per chiudere da un momento all’altro».
Il terreno si trova vicino al centro commerciale Megalò. L’appezzamento si estende per 1.300 metri quadrati dietro al bar Vima. Sopra c’era anche un piccolo fabbricato semi abbandonato. Il terreno, invece, non era abbandonato. La famiglia della signora Minnucci lo coltivava, c’erano soprattutto ortaggi. Nel 2007 la famiglia lo aveva fatto rivalutare, anche per aggiornare le richieste economiche, e secondo la perizia del tecnico del Comune di Chieti il valore era di 31.500 euro. Nel 2012, all’ennesima richiesta, il Consorzio industriale ha scritto che «in riferimento alle numerosissime visite personali della signora Leva, durante le quali ha sollecitato il pagamento delle indennità di esproprio a lei dovute, si precisa che la somma per l’esproprio subito è riportata nel bilancio del Consorzio per un importo di 31.500 euro e che a causa della grave crisi finanziaria che sta attraversando l’Ente, non può al momento essere corrisposta».
Il 10 ottobre scorso è stato il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, in visita a Chieti, a toccare il tema spinoso degli espropri mai saldati per la realizzazione dell’asse attrezzato avvenuta nei primi anni ’70. Il presidente ha annunciato una buona notizia, che però è ancora in fase embrionale: «Il caso», ha detto, «potrebbe finalmente chiudersi grazie a 10 milioni di euro che potrebbero arrivare dal ministero delle Infrastrutture». Ma la soluzione è ancora al vaglio degli uffici regionali.
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