Esproprio d’oro a Ortona «Ora, la politica indaghi»

7 Gennaio 2018

La polemica sul debito per la zona Peep, Polidori chiede una commissione d’inchiesta Il sindaco contro Coletti: quando ero assessore non mi occupavo di contenziosi

ORTONA. Una commissione d’inchiesta per chiarire le responsabilità in merito all’esproprio di un terreno nella zona Peep di Ortona che da un esborso iniziale per l’ente di circa 396 milioni di lire, è arrivato a lievitare fino ad accumulare un debito di 625mila euro. Il consigliere comunale di minoranza, Peppino Polidori, annuncia che la richiederà per fare definitivamente chiarezza su questo tema caldissimo, fonte di discussione in città. «Chiederò una commissione d’inchiesta comunale», fa sapere il consigliere comunale di centrodestra. «Bisogna chiarire aspetti, tempi e ruoli. I cittadini devono sapere come sono spesi i soldi del Comune, perché non ci sono risorse per molti lavori pubblici necessari e perché chi doveva e poteva intervenire non lo ha fatto».
Intanto il sindaco Leo Castiglione ribatte all’ex consigliere comunale Tommaso Coletti che sulla questione si era così espresso nei giorni scorsi: «Sarebbe utile, ai fini della ricerca di responsabilità politiche ed amministrative, capire perché il Comune non si è costituito nel giudizio di appello tra il 2008 e il 2009, quando anche l’attuale sindaco era componente della giunta municipale di allora». Ed ancora: «Si tratta di una vicenda meritevole di essere approfondita con una commissione consiliare di inchiesta, prevista dall’articolo 15 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale». «Questa amministrazione ha dato alla città un chiaro segnale di responsabilità, cosa che nella passata amministrazione è mancata soprattutto per l’assenza di una maggioranza», replica con decisione il primo cittadino. «Nel periodo a cui si riferisce Tommaso Coletti, ricoprivo il ruolo di assessore al Sociale e non mi occupavo certo di contenziosi o ricorsi ma comunque, come ho già detto, ci sono organi istituzionali e sovra comunali che si occupano di valutare l’operato degli amministratori. A questi ci rivolgeremo per recuperare gli eventuali errori commessi da amministratori, compreso il sottoscritto, e dirigenti comunali». E soffermandosi sulle commissioni consiliari d’inchiesta invocate da più parti in questi giorni dice: «Sono utilizzate solo per fare politica o annunci di buone intenzioni, come la passata amministrazione D’Ottavio ricorda bene con la commissione sulla vicenda parchimetri, votata in consiglio comunale e mai istituita».
Per di più Castiglione si toglie qualche sassolino dalla scarpa, senza risparmiarsi un messaggio al veleno nei confronti dello stesso Coletti: «Sulla vicenda della sentenza eredi Seccia va chiarito che il contenzioso non avrebbe avuto modo di svilupparsi se il Comune avesse rispettato la convenzione amichevole sottoscritta all’epoca dallo stesso Tommaso Coletti, quale rappresentante del Comune», è la frecciata del sindaco all’ex consigliere comunale. «È importante ricordare che nei vari passaggi giudiziari la costituzione in giudizio nel giudizio d’appello», conclude, «poteva essere fatta dal Comune fino alla data del 23 aprile del 2014, e in quel periodo amministrava la giunta D’Ottavio. Anche in questo caso non si conoscono le ragioni della mancata costituzione». La polemica non si arresta.
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