Estate musicale, pace fatta dopo le polemiche

Lanciano. Stretta di mano tra sindaco e maestro Renzetti. Ma all’appello mancano 80mila euro
LANCIANO. Ventuno concerti, 382 allievi, 242 borse di studio, 5 direttori, 3 solisti, 55 tra docenti e tutor. Sono alcuni dei numeri con cui si è chiusa, non senza polemiche, la prima parte dell’Estate musicale frentana (Emf). Se sul piano concertistico e didattico non ci sono stati problemi, le noti dolenti si sono sentite, e si sentono, sul piano economico. Alla fine anche il maestro Donato Renzetti, bacchetta di fama internazionale e direttore artistico dell’Emf, nel concerto di chiusura alle Torri ha tirato le orecchie alla Regione, all’ex presidente Luciano D’Alfonso, «per aver affossato la cultura in Abruzzo» e la stessa associazione visti i miseri, e non ancora dati, contributi.
«Ora che finalmente il vostro presidente della Regione è andato via dopo aver rovinato la cultura», ha detto dal palco Renzetti, «speriamo ne arrivi un altro che capisca questa situazione: non si può paragonare Lanciano alla sagra della salsiccia e della porchetta del mio paese». Una stoccata che ha colpito in pieno il sindaco Mario Pupillo che ha lasciato piazza D’Armi scuro in volto. Ma alle accuse, non nuove (all’insediamento Renzetti parlò di politica regionale sorda) si è passati alle strette di mano in Comune proprio ieri. «Ho avuto l’onore di salutare il maestro Renzetti a Palazzo di città», dice Pupillo, «l’ho ringraziato per la straordinaria stagione dell’Estate musicale e per le parole di apprezzamento che ci ha rivolto per i lavori di adeguamento e messa in sicurezza di piazza d’Armi di Torri Montanare. Assieme abbiamo condiviso la gioia di un’altra stagione concertistica e di formazione che ha fatto conoscere Lanciano in tutto il mondo, con i tantissimi giovani musicisti che sono venuti qui a studiare. Entrambi abbiamo condiviso l’obiettivo di sostenere e tutelare l’istituzione proseguendo nel solco tracciato da questa amministrazione che, con tutte le difficoltà del caso, investe la voce più importante della cultura proprio nei corsi musicali».
E se l’associazione Amici della musica ringrazia il Comune per aver reso agibili le Torri consentendo così anche lo svolgimento dei concerti delle grandi orchestre, che hanno registrato enormi consensi, lo stesso non può dire per i fondi. «Mancano all’appello», precisa il direttivo dell’associazione, «40.000 euro del Comune, 6.540 euro della Regione e 32.900 euro dal Mibact». Almeno, per il triennio 2018/2020 l’ente può contare sul Fus (fondo unico spettacolo) ministeriale di 33.550 euro: un ritorno visto che nel 2016 non è stato concesso per i tagli subiti dalla Regione. Soldi usati per l’attività didattica, per alunni e docenti che soggiornano in città creando indotto culturale ed economico positivo per bed and breakfast, bar e negozi, perché direzione, presidenza e componenti del consiglio direttivo non percepiscono soldi. (t.d.r.)
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