Estorsione a un imprenditore: Cagnazzo finisce ai domiciliari

9 Febbraio 2024

Di nuovo nei guai il 50enne salentino implicato in vicende di droga, il pm chiede la custodia in carcere Telefonate e messaggi di minaccia per due mesi, individuato dopo che la vittima gli consegna i soldi

VASTO. Per due mesi avrebbe minacciato un imprenditore vastese cercando di estorcergli del denaro, con l'aggravante di essersi finto amico della vittima. Grazie alla denuncia dell'imprenditore, è stato però smascherato dai carabinieri. Nuovi guai giudiziari per Massimiliano Cagnazzo, cinquantenne di origine salentina, residente a Vasto e già noto alle forze dell’ordine. L'uomo è stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di estorsione ed è finito ai domiciliari. Per lui, però, potrebbero riaprirsi le porte del carcere di Torre Sinello. Cagnazzo, assistito dall’avvocato Massimiliano Baccalà, è comparso ieri mattina davanti al Gip del tribunale di Vasto, Fabrizio Pasquale, e al pm Vincenzo Chirico per la convalida dell'arresto. Il gip ha convalidato l'arresto e si è riservato di decidere sulla richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dal pm Chirico. Il difensore dell'indagato ha parlato di un equivoco, ma non sarà facile dimostrare l'innocenza dell'accusato la cui posizione è piuttosto delicata.
La vicenda
A ottobre un imprenditore vastese ha cominciato a ricevere telefonate anonime e sms di minacce con richieste di denaro da utenze sconosciute. Parlandone con Cagnazzo, quest'ultimo si era offerto di aiutarlo. L'imprenditore ha deciso di denunciare quello che accadeva a carabinieri. Le indagini dei militari hanno permesso di identificare il presunto responsabile. «La conferma dell'identità dell'indagato», annotato i carabinieri, «si è avuta quando quest'ultimo ha convocato la vittima per la consegna del denaro davanti ad una attività commerciale sulla circonvallazione istoniense ed è stato intercettato dopo la consegna della busta. Nel corso della successiva perquisizione», fanno sapere gli investigatori, «sono stati trovati i telefoni e le sim utilizzate per inviare i messaggi a riscontro dell'attività investigativa effettuata».
La convalida
Ieri mattina l'indagato è comparso davanti al Gip. Il materiale probatorio raccolto dai carabinieri e il passato dell'indagato non hanno certo deposto a suo favore. Al contrario il pubblico ministero ha chiesto l'aggravamento della misura da arresti domiciliari a custodia cautelare in carcere. Il Gip, nel convalidare l'arresto, si è riservato di decidere sull'aggravamento.
Il passato
Il 27 dicembre 2016 le porte del carcere di Torre Sinello, a Vasto, si erano già aperte per Massimiliano Cagnazzo. L'uomo era finito in cella in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla procura vastese per scontare 5 anni di reclusione per i reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti tra Vasto, San Salvo e Termoli nel triennio compreso fra il 2011 e il 2013. Cagnazzo fu anche una delle 10 persone finite in manette per l'operazione denominata "Car wash" una delle inchieste che rivelò collegamenti per la droga fra l'Abruzzo e i Balcani. A coordinare le indagini sulla delicata operazione fu il sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia dell'Aquila, David Mancini. L'operazione " Car Wash" smantellò una organizzazione che operava da tempo sul territorio e che aveva la sua base logistica a Vasto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA