Estorsione al Ciapi, la commissaria finisce sotto accusa

27 Settembre 2011

Ricatti all'ex direttore: non ti do il Tfr se non ritiri il ricorso contro il licenziamento

CHIETI. L'ex direttore del Ciapi, (ente regionale di formazione al lavoro), ricattato. Lo dice la procura che ha chiesto il processo per la commissaria straordinaria del Ciapi Emilia Saugo, accusata di estorsione e appropriazione indebita. L'imputazione formulata dal pm Andrea Dell'Orso verrà valutata dal giudice per le indagini preliminari Marina Valente nel marzo del 2012.

Una lettera alla base dell'accusa, scritta nell'ottobre del 2010 dall'avvocato di fiducia della commissaria del Ciapi - nominata dal presidente della Regione Gianni Chiodi e dall'assessore Paolo Gatti, nel maggio 2010 - e indirizzata all'ex direttore generale del Ciapi Beniamino De Nardis, licenziato dalla Saugo nel luglio precedente. Nella missiva l'avvocato Vincenzo Di Censo di Pescara, in nome e per conto della Saugo, avverte De Nardis che il trattamento di fine rapporto sarebbe stato pagato solo se l'ex direttore avesse ritirato il ricorso contro licenziamento. Una lettera che secondo la pubblica accusa avrebbe tutti gli estremi dell'estorsione.

L'appropriazione indebita invece è relativa a una carta sim telefonica, di proprietà di De Nardis, che Saugo non avrebbe riconsegnato al direttore licenziato. I fatti. Il 25 maggio 2010 al commissario Roberto Iezzi subentra appunto Emilia Saugo, capo della segreteria del questore della Camera dei deputati, Francesco Colucci del Pdl. Originaria di Ferrara, ma residente a San Nicolò a Tordino, è ostetrica con un titolo universitario in management. Molto attiva in Forza Italia, dove ha stretti legami con quelli che contano come Piccone, Aracu e Quagliarello, non passano due mesi che licenzia il direttore generale De Nardis e un mese dopo anche il suo vice Nicola Santospago. Due dirigenti assunti a tempo indeterminato molto attivi, autori di progetti di formazione soprattutto in Venezuela.

Saugo nomina direttore Paolo Cacciagrano, poi diventato assessore al Comune di San Giovanni Teatino e come stretto collaboratore Roberto Iezzi, suo predecessore. Ma De Nardis non ci sta e fa ricorso al giudice del lavoro. Nella istanza l'ex direttore si dice vittima di una serie di comportamenti «persecutori» da parte della Saugo: nonostante fin dai primi giorni, egli richiedesse incontri con la commissaria e manifestasse intenzioni collaborative per un ente comunque da risollevare, veniva corrisposto con atteggiamenti negativi sfociati poi nel licenziamento. Anche il vice Santospago impugna il licenziamento ma con la procedura d'urgenza e infatti viene subito reintegrato. Inoltrato ricorso con rito ordinario, l'ex direttore, completa anche tutti gli incartamenti per avere il Tfr. Alla scadenza dei termini telefona agli uffici amministrativi, dove gli rispondono che la pratica è a posto e che qualche giorno dopo avrebbe potuto riscuotere i soldi. Invece si vede recapitare la lettera dove l'erogazione del Tfr viene condizionata alla revoca del ricorso al giudice del lavoro.

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