Estorsione, assolti Bellia e la moglie

23 Febbraio 2017

CHIETI. Assolti, «perché il fatto non sussiste», l'imprenditore teatino Angelo Fabrizio Bellia (fratello dell'ex patron del Chieti Walter Bellia) e la moglie Luciana Patrizia D'Armenio. Erano...

CHIETI. Assolti, «perché il fatto non sussiste», l'imprenditore teatino Angelo Fabrizio Bellia (fratello dell'ex patron del Chieti Walter Bellia) e la moglie Luciana Patrizia D'Armenio. Erano accusati di usura e, il solo Bellia, anche di estorsione nei confronti degli amministratori della Sirio Macchine Ind.li, società che lavorava con la Life, azienda di trattamento rifiuti di proprietà di Bellia, a cui la Sirio doveva delle somme di danaro. Il tribunale in forma collegiale (Geremia Spiniello, presidente, e Isabella Allieri e Andrea Di Berardino) ha assolto l’imprenditore e la moglie difesi da Vittorio Supino che, secondo l’accusa, aveva applicato alle rate del prestito fatto alla Sirio, interessi che sarebbero stati usurai. La moglie di Bellia è finita nell’inchiesta solo perché una mattina il marito la mandò a ritirare una tranche dei soldi. Quel giorno, era il 12 dicembre del 2012, Bellia non era potuto andare lui stesso a prendere i soldi, perché era improvvisamente finito agli arresti per l’inchiesta sulla smaltimento rifiuti alla Seab, l’azienda di famiglia, processo da cui è stato assolto in Cassazione. L’accusa di estorsione era dovuta invece ai modi minacciosi con cui Bellia avrebbe richiesto indietro il denaro. Il pm aveva chiesto 6 anni. (a.i.)