Estorsione, assolto l’ex assessore Candeloro

Cade l’accusa verso il capocantiere di aver costretto tre muratori a orari massacranti
TORREVECCHIA TEATINA. Sentenza ribaltata in appello per l’ex assessore di Torrevecchia, Paolo Candeloro, condannato in primo grado dal tribunale di Chieti a 6 anni per estorsione aggravata. La vicenda riguarda la costruzione della caserma della guardia di finanza a Pescara: Candeloro, capocantiere della ditta che stava realizzando l’opera, avrebbe costretto a lavorare più del dovuto tre dipendenti minacciando di licenziarli. Un comportamento estorsivo che avrebbe assicurato un ingiusto profitto al suo datore di lavoro.
In primo grado i giudici del tribunale teatino avevano sposato la tesi dell’accusa e condannato l’ex assessore. Le 30 pagine dell’avvocato Fabio Alessandroni hanno invece convinto la Corte d’appello a ribaltare la sentenza in un'assoluzione con formula piena: «La Corte ha utilizzato la formula assolutoria più completa», sottolinea Alessandroni, «ha sentenziato che il fatto non sussiste. La sentenza di primo grado era a mio avviso errata perché non ha mai approfondito la natura giuridica del rapporto di lavoro che c’era tra la ditta e i lavoratori che si sono costituiti parte civile, lamentando vessazioni e trattamenti lesivi dei loro diritti. Si trattava infatti di un contratto di lavoro somministrato. Ciò significa che i lavoratori non erano alle dipendenze della ditta edile, ma dell’agenzia di lavoro interinale. E perciò Candeloro, sebbene capocantiere, non aveva il potere di fare e disfare a proprio piacimento contratti di lavoro. Ciò che Candeloro chiedeva invece era la firma del contratto e la piena regolarità con cui i lavoratori dovevano presentarsi in cantiere, tra l’altro di proprietà della Finanza».
Assolto anche Antonio Romano, condannato in primo grado in concorso con l’ex assessore. (a.i.)
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